BOLOGNA, 21 MARZO – A Firenze termina il coma da prestazione di Mirko Vucinic e gli zebrati passeggiano comodamente sui carboni ardenti della Fiesole. Una passione che grida vendetta, un coro unanime, contestazione contro presidente e squadra, la viola viene letteralmente tramortita da cinque coltellate e tradita in corso d’opera, il giuda della situazione chiamasi Alessio Cerci. La sconfitta casalinga più pesante della sua storia contro il nemico numero uno, fischi e ola al contrario, sotto la doccia con il volto pieno di vergogna.

A Parma il diavolo non conosce soste né fermate. Zaccardo usa le mani e si beve il cervello, è rigore tutta la vita con tappeto rosso annesso. Ibra spiana la strada e delizia in lungo e in largo, poi Emanuelson fa tutto da solo, 40 metri palla al piede e via sotto la curva ad esultare. Altro compito al Tardini è ancora 2 a 0 diavolo.

A Milano cercasi vittoria, il cartello inquietante se fosse vero non desterebbe alcun sospetto. Il biscione è caduto letteralmente in disgrazia, non riesce a rialzarsi  ma solo a strisciare. Milito fallisce il penalty nella prima frazione di gara, poi reagisce l’Atalanta ma il punteggio non si schioda dallo 0 a 0. Febbre da cavallo e depressione acuta, quanti pensieri per l’aggiustatore.

A Udine la banda Guidolin scappa due volte con Pinzi e Di Natale, convinti di aver scavato un solco. In realtà trattasi di una piccola cavità “sanata” da Cavani, che in 4 minuti allo scadere banchetta ai danni del malcapitato Handanovic. Il Matador al 75’ fallisce anche un rigore, termina 2 a 2 con un Guidolin furente con la terna. Napoli e Udinese restano appaiate a quota 47 punti a meno uno dalla grande Europa.

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A Roma il Monday night partorisce una lupa brutta ma vincente. Luis Enrique palesemente insoddisfatto della prestazione dei suoi, ma si tiene stretto i tre punti che lo rilanciano a meno quattro dalla zona Champions. Al terzo minuto basta e avanza Osvaldo per rispedire il grifone a Genova. A Catania si sogna ad occhi aperti. Nella bolgia del Massimino semaforo rosso per la Lazio di Edy Reja condannata da un rinvigorito Nicola Legrottaglie. Etnei che raggiungono l’Inter a quota 41 punti, in prossimità dell’Europa League. Montella guarda avanti, dopo la salvezza a marzo, si riserva un chissà per maggio.

A Cagliari ossigeno da 3 punti con 3 gol al malcapitato Cesena di Mario Beretta. 17 punti ed uno spogliatoio in frantumi, la B chiama calorosamente, solo la matematica non gli condanna. Sardi che respirano a quota 34 e mettono la freccia sulla Fiorentina. A Bologna emiliani sempre sotto, la rimonta è nel segno di Diamanti che fissa il risultato sul 2 a 2. Suicidi permettendo, entrambe prossime ad una tranquilla salvezza, muovono ancora una volta la classifica.

A Siena toscani travolti dal fattore Tesser, che vince in trasferta con il suo Novara e non prende gol da due giornate. La salvezza resta ancora un miraggio, i punti dalla quart’ultima sono 8, Rigoni e Porcari tengono momentaneamente a galla i piemontesi. A Lecce ci si illude fin da subito, Di Michele di rigore, il Via del Mare esplode. Urlo strozzato neppure dieci minuti dopo ad opera di Munoz. I Salentini guadagnano un punto dalla zona arancio, il Parma ora è a 5.

Mario Lorenzo Passiatore
Redazione Sport