NAPOLI, 10 MARZO – Il Napoli, con la pancia piena per le 6 reti rifilate al Cagliari, si lascia alle spalle la splendida striscia di 5 vittorie consecutive in campionato, e ritorna a rivolgere i propri pensieri alla Champions League, a quella trasferta di Londra, vero spartiacque della stagione dei partenopei.

Gli azzurri, forti del perentorio 3-1 dell’andata e di uno straordinario momento di forma, affronteranno un Chelsea profondamente diverso da quello visto al San Paolo; è arrivato infatti l’agognato esonero di Andrè Villas Boas, che ha pagato la sconfitta patita dai Blues per 1-0 sul campo del WBA. Il nuovo allenatore della squadra di Abramovich è l’italianissimo Roberto di Matteo, secondo del portoghese fino alla settimana scorsa ed ex tecnico proprio della squadra di Birmingham. Con Di Matteo il Chelsea ha subito invertito la rotta, con due vittorie consecutive, una in FA Cup, e un’altra in Premier, per 1-0 contro lo Stoke City.

Il Napoli visto al San Paolo contro i sardi, però, non può affrontare il ritorno degli ottavi con timore, nemmeno contro una corazzata del genere, e se oltre al reparto offensivo, riuscirà a trovare la quadratura del cerchio anche per quanto concerne la retroguardia, perforata 3 volte da Larrivey, la trasferta di Stamford Bridge ha tutte le carte in regola per diventare una marcia trionfale del “Ciuccio” in Gran Bretagna.

Il più grande fautore delle attuali fortune di questo Napoli è senz’altro Ezequiel Lavezzi, il Pocho, grazie ai consigli del bomber Lucarelli ha finalmente trovato il feeling con la porta, come testimonia la sfilza di gol messi a segno dall’argentino nelle ultime uscite, proprio a proposito di Lavezzi ha parlato oggi a Radio Goal Gianni di Marzio, svelando un curiosissimo retroscena sull’arrivo del Pocho alle pendici del Vesuvio: Conosco bene il Pocho, lo consigliai al Genoa dopo che la Juventus non lo prese perché aveva Camoranesi.” Lavezzi, insomma è stato a un passo dal vestire la casacca bianconera degli odiatissimi rivali della Juventus, che certamente ora rimpiangono l’argentino, che sarebbe potuto essere certamente un’ottima cura per la pareggite che affligge la squadra di Conte.

Marco Bertagnin