TORINO, 27 FEBBRAIO – Dopo la bufera nel rettangolo verde, non si placa quella mediatica capitanata dalle correnti che ne sono uscite palesemente danneggiate dalla vicenda. Indiavolati per il gol fantasma, che poi fantasma non è, considerato che la parata prodigiosa del portierone avviene ampiamente al di là della linea bianca.

Litigi e cenni di rissa prima di entrare nel tunnel hanno condito e ulteriormente alimentato il focolare innestato dalla terna arbitrale. Parole e reazioni a caldo che hanno fatto irrigidire i vertici bianconeri stizziti dal clima surreale venutosi a creare in quel di San Siro.
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Buffon nel post partita ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno provocato la reazione stizzita di Marcello Nicchi presidente dell’Aia. Il numero uno della nazionale ha ammesso di non essersi reso conto che la palla fosse entrata, e qualora avesse avuto la consapevolezza del gol, con tutta onestà non avrebbe aiutato la terna arbitrale. Coglie la palla al balzo il presidente Nicchi, il quale si è mostrato ampiamente amareggiato: “Stiamo parlando del capitano della Nazionale italiana, dovrebbe essere un esempio per i giovani, mi ha molto deluso. Ognuno è chiaramente libero di esternare quello che ritiene maggiormente opportuno, pero a volte ci vuole un po’ di cautela“.

Dal ritiro della Nazionale è arrivata l’ennesima risposta di Buffon il quale ha affermato che ridirebbe tutto, in virtù di una logica coerenza, al di là di qualsiasi stucchevole retorica. Dunque Buffon prende le distanze dai vertici arbitrali ed a distanza di due giorni mantiene la posizione iniziale. Posizione ampiamente condivisa da Thiago Silva, completamente solidale con il portiere della nazionale: “Avrei fatto lo stesso anch’io”.

Mario Lorenzo Passiatore