NAPOLI, 22 FEBBRAIO – Sotto il Vesuvio le inglesi fanno meno paura del solito, la roulette anglosassone si inceppa misteriosamente. Il Manchester City di Macini aveva constatato quanto fosse dura la legge del San Paolo, e i blues del figlioccio di Mou sono ritornati a casa più scuri di prima. Villas Boas messo alle corde da uno spogliatoio intero, capi della sommossa gli “anziani” epurati dal nuovo corso che stenta a decollare. Abramovich con il broncio, medita il licenziamento, il ritorno allo Stamford Bridge potrebbe non bastare per salvare onore e panchina. Napoli crocevia nefasto per i servitori della regina che storicamente hanno trovato campo fertile con le italiane, salvo con i partenopei.

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Una città cotta dalla passione ed in fermento da due giorni per la partita dell’anno in grado di dare una sterzata all’intera stagione. L’accoglienza è da Oscar, cori assordati e fischi di paura si alternano nel teatro delle mille speranze. Cannavaro manda in tilt il circuito del San Paolo e apre la strada ai desideri inglesi. Mazzarri nel gabbiotto dello stadio, fuma nervosamente e soffre empaticamente con i suoi ragazzi. Lavezzi, Cavani e poi ancora Lavezzi, la Napoli sportiva si unisce in un connubio surreale, un solo coro, quella della felicità estrema condita da un pizzico di rammarico, per un risultato che poteva essere ancora più colorito.

21 febbraio parte prima, Napoli esulta, ma il puzzle dovrà completarsi a Londra dove basterà anche perdere di misura per entrare nell’olimpo delle 8 squadre d’Europa.

Mario Lorenzo Passiatore