MILANO, 19 FEBBRAIOMassimo Moratti intanto si trincera dietro un insolito silenzio riflessivo, oggetto della meditazione la ventilata ipotesi di rivoluzionare l’organigramma societario, partendo dalle menti. Marco Branca che era riuscito a far sbolognare un’istituzione come Lele Oriali dagli uffici presidenziali, risulta tra la lista dei papabili epurati della nuova stagione.

Il patron neroazzurro è affascinato dall’ipotesi Corvino, attualmente ds della Fiorentina, e da Sabatini, in carica come ds della Roma, ma oscurato da una figura troppo ingombrante come quella di Franco Baldini. Un uomo nuovo a cui affidare le chiavi del futuro corso che verrà, al quale gli sarà concesso maggiore potere decisionale circa le scelta del nuovo timoniere.

Assodato che Ranieri terminerà il suo mandato in questa stagione, o anche prima per impossibilità sopravvenuta, tipo carenza di risultati, i vertici nerazzurri si muoveranno per il signore della panchina. I nomi sono sempre gli stessi, con Blanc in pole, e Villas Boas qualora dovesse interrompere anzi tempo il suo rapporto con il Chelsea.

Progetti futuri – Addio al “romanticismo” presidenziale, con Moratti che dovrebbe lasciare carta bianca agli uomini mercato e al nuovo tecnico, senza interferenze nell’intera gestione tecnica. La rivoluzione travolgerà alcuni senatori del vecchio corso, per ridare nuova linfa ad una squadra smarritasi lentamente ed inesorabilmente.

Chivu aspetta l’Inter per il rinnovo, i vertici societari temporeggiano, preferendo la strada dello svincolo.

Il capitolo Snejider non è più un mistero, l’olandese nonostante continui a ribadire la volontà di rimanere a Milano, ha fatto sapere al suo entourage di guardare altrove per una nuova sistemazione futura. Dichiarazioni di facciata dunque,che non trovano riscontri concreti.

Forlan e Zarate sono due pacchi da recapitare altrove, il primo cercherà di guadagnarsi la riconferma nell’ultimo scorcio di stagione, il secondo non sarà riscattato, vero flop del mercato estivo. In casa Inter dunque si lavora per plasmare la nuova creatura, partendo dalle menti, per far decollare un progetto di continuità arenatosi subito dopo il triplete.

Mario Lorenzo Passiatore