MILANO, 06 FEBBRAIO – Metabolizzare la sbronza capitale, il giorno dopo è d’assestamento. Un silenzio che fa rumore, è quello del patron neroazzurro, che non ha commentato le bastonata dell’Olimpico, almeno in mattinata, e presto potrebbe farlo pesantemente. Tra campionato e coppa Italia nelle ultime quattro partite, 3 sconfitte ed un pari pirotecnico.

Qualcosa non va, modulo, equilibri, condizione atletica, l’Inter è in vera emergenza. Ad intermittenza si accenda la spia rossa, una squadra che passa troppo facilmente da una vittoria a una debacle. Juan, Bojan e due volte Borini è il duro biglietto da visita per il tecnico di Testaccio. I numeri sono quelli di una crisi di identità. Dal 4-4-2 al rombo, per poi ritornare al 4-4-2. Ago della bilancia è Snejider, la sua presenza condiziona le scelte tattiche dell’allenatore, ieri orfano sia dell’olandese che di Alvarez, gli unici due ad accendere la luce.

I MOTIVI DI UN ADDIO – “Il mio ciclo all’Inter è terminato”, così Thiago Motta. Questa la motivazione del brasiliano, vani i tentativi di convincerlo, né Ranieri né Moratti sono riusciti a smuovere la ferrea volontà del giocatore di abbandonare la barca. Non ha resistito al pre-pensionamento sotto la torre Eiffel, motivazione soprattutto di carattere economico. Ranieri ieri ha espresso tutto il suo rammarico, lui che lo considerava un elemento chiave nel suo scacchiere tattico.

Mario Lorenzo Passiatore