MILANO, 01 FEBBRAIO –  E’ stato un mercato all’insegna del risparmio, senza esborsi economici e con un occhio al bilancio. Tanti prestiti e diritti di opzione e presumibilmente con troppi proclami da parte dell’ad rossonero, deludendo ampiamente le attese.

Galliani-Tevez: voto 3 – Un gigante dalle fondamenta d’argilla, sgretolatosi insieme alle sue convinzioni maturate nell’arco di due mesi, dalla famosa cena del pre-accordo al silenzio tombale dell’uno febbraio. Bocciato persino dalla scrivania presidenziale, avendo sbandierato ai quattro venti un prelazione mai realmente esercitata. Possibile che il diktat societario abbia ordinato una riduzione dei costi senza investimenti folli. E allora perche adottare un atteggiamento illusionistico vista l’impossibilità di far decollare un’operazione che tra cartellino, ingaggio e commissioni varie sarebbe costata 75 milioni di euro. A Galliani il demerito di aver trasformato la querelle-Tevez nella transazione del secolo con annunci pittoreschi a sfondo prettamente mediatico; molto spesso il silenzio fa più rumore di qualsiasi altro proclamo. Entusiasmi placati dal moto perpetuo delle lancette, e dal benestare d’oltremanica che non è arrivato a causa di proposte chimeriche da mondo dei balocchi. Imperdonabile la gestione della trattativa, moralmente obbligato a giugno per dare il giusto seguito ad un gennaio fumoso.

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Maxi Lopez: voto 6 – Parcheggiato per 5 giorni in un albergo milanese in attesa di un cenno dirigenziale per stringere finalmente il patto con il diavolo. Nella ventaglio di alternative presente nella rosa di Allegri mancava un’altra prima punta. Il vice-Ibra per intenderci, fino ad ora non c’è mai stato, sarà abile e arruolabile anche in Champions. L’argentino aggiunge centimetri al reparto rossonero, non sarà una bocca di fuoco di altissimo livello ma neppure un brocco arrugginito, come parte della critica ha osato dipingerlo.

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Mesbah-Muntari: voto 6 – Serviva un terzino eclettico dalle buone doti offensive senza gravosi esborsi economici. Scommettiamo in toto sull’algerino che senza dubbio risulterà più utile alla causa di quanto abbia potuto fare Taiwo. Un omino di porcellana impolverato, spedito con posta prioritaria a Londra con un prestito presumibilmente di non ritorno. Trattasi di addio e non di arrivederci per buona pace della curva, insofferente nei confronti del mancino nigeriano, solo lontano parente di quello visto a Marsiglia. MuntariMilan era un matrimonio preannunciato, semplicemente anticipato dall’epidemia che ha colpito la zona nevralgica del campo. Cambia maglia, ma non città, toccherà ad Allegri riabilitare il ghanese e rinvigorirlo come ai tempi del triplete neroazzurro. Interrogativi e dubbi rimangono sull’utilità dell’operazione, ma considerando la gratuità della stessa forse vale anche la pena scommetterci su.

Merkel: voto 7 – Tornato con la valigia piena di sogni, dopo un paio di apparizioni convincenti starà fermo ai box per almeno due mesi. Il ragazzino mandato in Liguria per farsi le ossa, è stato riportato urgentemente a Milano perché ha già i requisiti giusti per spiccare il volo. Classe 92 duttile e dinamico ha un futuro da predestinato.

Lucas Roggia SV- Nulla da dire in merito al giocatore, sconosciuto ai più, magari troverà anche il modo per mettersi in luce. Proviene dalla scuderia di Mino Raiola, il quale puntualmente in ogni finestra di mercato oltre ai big di fama mondiale, sposta anche “esemplari” obbrobriosi da inserire nella vetrina europee. Ci aveva provato con Jonathan, attualmente al Brescia, ci è riuscito con Roggia, trovando in extremis il consenso di Galliani.

Mario Lorenzo Passiatore