MILANO, 25 GENNAIO – A far da paciere tra le parti ci aveva pensato l’agente del giocatore per il buon esito dell’operazione. Tentativo vanificato dall’ennesima “bomba” innescata in mattinata dai vertici del City, Khaldoon Al Mubarak nella fattispecie, braccio destro di Mansour il quale ha definito poco serio Adriano Galliani, in virtù di una strategia attendista, non recapitando mai un’offerta consona al reale valore del giocatore. Antichi dissapori, la foto al tavolo di Rio con l’apache, e i continui tentativi di fare pressione sul giocatore di minacciare lo svincolo, avrebbero irrigidito gli uomini di Mansour.

BRACCIO DI FERRO TRA CITY E TEVEZ

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Sembra esser calato il gelo tra le parti, Tevez rimane lì, se il Milan non recapiterà un’offerta concreta, non mediatica, non fittizia, ma plausibile. Il City intanto si cautela, 6 settimane di multa per l’Apache, scappato via senza il consenso del club, inadempiente ai normali obblighi contrattuali. Dal canto suo Tevez minaccia di intraprendere una causa per mobbing, e di proseguire la querelle in tribunale per ottenere lo svincolo. Quando sembrava prevalere il buon senso, da Manchester hanno messo in chiaro la situazione, per assecondare la volontà del giocatore bisognerà aprire il portafoglio altrimenti il braccio di ferro continuerà e le frizioni si rinnoveranno. Per ora Galliani tace, e confida vivamente in Kia Joorabchian, l’agente del giocatore, affinchè possa far ammorbidire le esose richieste del club.

IL VIAGGIO DI GALLIANI

L’ad rossonero entro la fine di questa settimana è atteso a Manchester per un colloquio chiarificatore, per assestare i bollenti spiriti e placare gli animi in casa Citizens. A Manchester pretendono la garanzia del riscatto, non vogliono ritrovarsi fra i piedi il bizzoso argentino, e sono disposti a trattare sulla base di un prestito oneroso con obbligo di riscatto. In sostanza vorrebbero che il Milan versasse subito una quota minima, e la restante dilazionata nel tempo, con una scrittura privata che attesti la presenza di un obbligo della società di via turati di esercitare l’opzione, pena il pagamento di una penale. Il Milan sta provando a dilatare i tempi per arrivare alle ultime ore utili per dettare le sue condizioni, una sorta di prendere o lasciare.

Da Manchester non aspettano nessun fax, ma un assegno senza condizioni fantasiose.

Mario Lorenzo Passiatore