MADRID, 24 Gennaio – Che fosse un inguaribile romantico lo si sapeva già, farne di una possibile suggestione una reale opportunità. Non hanno mai smesso di sentirsi, scambi di vedute e opinioni, complimenti inaspettati ma sempre ben accolti. Ad Appiano ha lasciato una scia luminosa, visibile da distanza siderale, per tutto ciò che di buono ha saputo fare, entrando nella storia, con permesso o con prepotenza, facile capirlo, come l’ascesa del Messia per i cristiani. Con manifesta antipatia, ha messo in riga tutti, con comportamenti fuori dagli schemi nelle conferenze pre-gara, e sfuriate garantite in quelle post, nel caso qualcuno avesse appuntato critiche eccessive, o superflue ai fini della partita. Un personaggio a tutto tondo, spigoloso per i più, profeta e stratega per i suoi alleati. Di sfide e battaglie ne ha affrontate tante, ma giura che la favola Inter non ha eguali nella sua personalissima storia.

Moratti e Mourinho legati da un fino sottile e alquanto invisibile, sono due sposi separati per necessità, per situazioni avverse, che si sono create dopo un idillio da favola. Lo Special ora è primo con il Real, ma fischiato persino dal pubblico amico nell’ultima gara casalinga. La stampa madrilena dopo l’ennesimo ko con il Barca ha chiesto a più riprese la sua “testa”, continue pressione per silurare il portoghese alla fine della stagione. Abituato ad altri trattamenti per ora tace, avrà in serbo un inaspettato colpo di scena? Difficile ora pronosticarlo, non dovesse centrare uno degli obiettivi della casa blanca, allora si apriranno interessanti scenari. Con una probabile ventata di novità da entrambi le parti per buona pace di una frangia della stampa di casa. Moratti spia, e resta alla finestra, il passato è stato talmente luminoso da poter generare suggestioni future, e chiudere la porta ad un ipotetico ritorno sarebbe alquanto prematuro. La storia di due amanti che ritornano è una scena abbastanza ricorrente, minestra riscaldata, ritorno agli antichi fasti? Non si sa, ora non possiamo dirlo, staremo a vedere.

Mario L. Passiatore