MILANO, 13 GENNAIO – Una giornata frenetica quella di ieri, all’insegna di comunicati ufficiosi ed immediate smentite.

Rimbalzavano intriganti notizie da Londra, dove Galliani con il legale Leandro Cantamessa era al tavolo delle trattative per portare l’apache a Milano, persino in tribuna al derby. Intanto sull’asse Milano-Parigi si consumava un’altra trattativa, congiunta e strettamente connessa con quella d’oltremanica, dal cui esito dipendeva la transazione posta in essere dall’ad rossonero.

Le agenzie nel pomeriggio di ieri pubblicavano che era stato raggiunto un accordo di massima tra l’AC Milan e il PSG, per la cessione di Pato a titolo definitivo, 35 milioni di euro bonus inclusi, 6 milioni al giocatore. Da Parigi a Londra, Galliani ha l’ok per far atterrare l’apache in Italia, serviva il benestare dei transalpini per finanziare l’operazione.

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Ma il colpo di scena era dietro l’angolo, Pato rifiutava le avances dell’emiro e giura fedeltà ai colori rossoneri, dichiarazioni che dopo la pubblicazione sul sito ufficiale della società di via Turati, costringevanoGalliani ad abbandonare il tavolo, vedendo cosi sfumare il sogno di portare a Milano l’argentino.

Ma c’è più di un velato sospetto che dietro il no di Pato ci sia la regia occulta del presidente Silvio Berlusconi, il quale avrebbe bloccato tutto, forse per amore filiale. Pato resta, almeno per ora, Tevez non arriva. Semaforo rosso dalla scrivania presidenziale, paralizzata la trattativa, Galliani ritorna nella sua dimora, naufraga il desiderio di far traslocare l’argentino sotto la madonnina.

I rumors si susseguono, probabilmente l’addio è stato solo posticiPATO, i presupposti per un Kaka-bis ci sono. Ma è da escludere un’ipotetica rottura con il tecnico toscano, considerando che il contratto di Allegri è stato ancora rinnovato, nonostante i rapporti con il papero non sono poi così idilliaci.

Da oggi in poi se non ci sarà il benestare o il placet presidenziale nulla si potrà considerare ufficiale!

Mario Lorenzo Passiatore