NAPOLI, 24 OTTOBRE – Alla fine, negli annali raccontati dagli almanacchi, lo zero a zero resterà come un marchio a fuoco. Chi ha visto partite come queste, invece, sa che anche uno zero a zero a volte può essere divertente. Per informazioni, chiedere a Napoli e Cagliari, squadre che hanno saputo accoppiare un risultato a reti bianche ad una partita vibrante, emozionante e piena di occasioni. Cagliari-Napoli, come da recente tradizione, deve essere qualcosa in più: se due anni fa fu la giostra impazzita delle emozioni (doppio vantaggio partenopeo, rimonta del Cagliari e 3-3 napoletano al minuto novanta e passa) e l’anno scorso finì per essere una dolce vendetta azzurra (gol di Lavezzi all’ultimissimo secondo), quest’anno va di moda la rivisitazione storica dello zero a zero, che da gara blanda si trasforma in corrida del quasi-gol, specie nel primo tempo.

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Si comincia subito: Dossena frusta di pochissimo a lato un ghiottissimo pallone proveniente dalla destra, Nenè scarta tutti e si fa ipnotizzare da De Sanctis e dal suo magic moment. E siamo appena al quarto minuto. Appena dopo, tiro di Santana, palla fuori di poco. Il furore iniziale si spegne, ma le nuove fiammate non tardano ad arrivare: dal ventiquattresimo, dieci minuti di fuoco, con addirittura tre legni. Comincia Nenè, con una palombella di testa che De Sanctis battezza fuori ma che invece prende in pieno il montante. Continua Santana, che tutto solo di fronte ad Agazzi quasi spezza il palo ma alla fine non conclude nulla. Chiude Nainggolan, che indovina la coordinazione della domenica e con un destro al volo incenerisce De Sanctis e colpisce la traversa. L’ultimo scambio di favori è nel finale: ancora Santana, pericoloso con i suoi inserimenti, impegna di testa Agazzi. Nenè, dall’altra parte, impatta male un cross dalla sinistra di Agostini. Il primo tempo si chiude con uno degli zero a zero più bugiardi della storia.

La ripresa vive su un ritmo più pacato: le squadre attaccano, ma l’impalpabilità degli attaccanti cagliaritani e la scarsa forma di Cavani rendono senza sbocchi la manovra offensiva. Mazzarri prova a cambiare rotta, inserendo Hamsik, Maggio e Inler, i giocatori sacrificati alla logica del turn-over. Cambia poco: il Cagliari si difende con ordine, metabolizza i cambi azzurri e prova a ribattere colpo su colpo. Ne viene fuori una gara a sprazzi, divisa tra la voglia di vincere, la stanchezza e la paura di perdere: le occasioni capitano a Thiago Ribeiro (pallone ribattuto due volte da Aronica), Dzemaili (contropiede avvolgente con tiro finale bloccato da Agazzi) e Maggio (gran fendente diagonale respinto dal portiere rossoblu). Il finale patisce dalla partita a mille all’ora: i rossoblu fanno subentrare Ibarbo e Perico ma non affondano più il colpo, mentre gli azzurri risentono della stanchezza da Champions e si accontentano del punto.

Il risultato disegna una classifica molto simile a quella della settimana scorsa: il Napoli, benché piegato in due dalla stanchezza di questo ottobre dal ritmo forsennato, mantiene contatto con le primissime posizioni, anche per merito (colpa) di un campionato a velocità tartaruga. Idem per il Cagliari, che continua ad abitare, meritevolmente, le zone altissime della graduatoria. Onore a due squadre che giocano a calcio, degnamente di alta classifica e in grado di riesaminare il concetto di zero a zero e di volgerlo allo spettacolo: poche volte le reti bianche sono state tanto divertenti.

CAGLIARI-NAPOLI 0-0

CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi; Pisano (dal 43′ s.t. Perico), Canini, Astori (dal 20′ p.t. Ariaudo), Agostini; Biondini, Conti, Naingollan; Cossu; Thiago Ribeiro (dal 33′ s.t. Ibarbo), Nenè. (Avramov, Rui Sampaio, Ekdal, Larrivey). All.: Ficcadenti.

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Fernandez Aronica; Zuniga; Dzemaili, Gargano (26′ s.t. Inler), Dossena; Santana (23′ s.t. Maggio), Lavezzi (10′ s.t. Hamsik); Cavani. (Rosati, Fideleff, Cannavaro, Mascara). All.: Mazzarri.

ARBITRO: Banti.

Alfonso Fasano – Bnsport