ROMA, 22 OTTOBRE – Ieri a Trigoria è stato finalmente il giorno della presentazione del neo direttore generale della squadra capitolina, Franco Baldini. Un ritorno e un’accoglienza in grande stile, tra buoni auspici e tanti sorrisi. Fu lui, infatti il dirigente che, con Capello allenatore e Franco Sensi presidente, riuscì a portare a Roma il terzo ed ultimo scudetto della storia giallorossa. Baldini era il “tassello mancante” , che con Fenucci e Sabatini va a completare, adesso,  l’assetto della nuova dirigenza a “stelle e strisce”, ma al contempo diventa “trait d’union” tra il passato e il presente della Roma.

I motivi del ritorno – Che non si viva di soli ricordi, Baldini lo sa e nella sua prima conferenza stampa cerca di spiegare come abbia deciso di lasciato una vita e un lavoro molto più comodo, per tornare a Roma e sposare il progetto di Thomas Di Benedetto : “Ho cercato una risposta ma non l’ho ancora trovata, ho detto sì e basta. Quando ho parlato con Di Benedetto gli ho detto che non c’è una ragione per cui debba lasciare la qualità della vita di Londra, e un lavoro che mi lascia tanto tempo libero, per tornare in un posto dove c’è il tutti contro tutti. E gli ho detto di sì…”

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I temi – Numerosi sono i temi affrontati dal nuovo d.g. della Roma, ma tra le priorità ci sono sicuramente: la questione spinosa dei biglietti omaggio riservati alle personalità nella tribuna vip dello stadio Olimpico,;  la costruzione di uno stadio di proprietà, dal quale non si può prescindere per fare il salto di qualità; e la voglia di costruire una squadra giovane, senza fretta, fatta di talenti emergenti e innesti mirati, capace di vincere nell’arco di due o tre anni.

Totti – Nelle dichiarazioni di ieri, Baldini chiarisce anche il suo attuale rapporto con il capitano Francesco Totti dopo la polemica a distanza di qualche tempo fa: “Non definivo lui pigro ma parlavo della pigrizia di essersi lasciato coinvolgere in altri aspetti – e ancora – Il giorno dopo la critica avrei potuto stopparla ma ho preferito che se ne parlasse, ho preso tanti insulti – ha spiegato Baldini – Abbiamo poi chiarito con lui, ho avuto sempre un rapporto facile con lui. Sono convinto che lui per primo aspira ad essere liberato da questa sovrastruttura che lo renderà leggero”.

Angelo D’Acunto