TORINO, 17 OTTOBRE – L’ultima prestazione contro il Chievo ha ufficialmente aperto il “caso Krasic”. Intanto molti si chiedono perché Conte affolli panchina e tribuna con attaccanti illustri, come Matri e Quagliarella. Dubbi e incertezze su una squadra, in ogni caso, prima in classifica.

Il blocco. Ormai è chiaro: Milos Krasic sta deludendo le aspettative dell’allenatore e dei tifosi. A dimostrarlo, le dichiarazioni di Conte, che ha ammesso l’esistenza del “caso Krasic”, e i fischi di parte del pubblico bianconero accorso ieri a Verona. Certo, il mancato appoggio incondizionato di tutti i tifosi non aiuta un giocatore che ha ben dimostrato le sue capacità e che forse sta solo attraversando un brutto periodo, ma la sensazione di molti è che il serbo si sia solo intestardito nel perseguire una modalità di gioco che risulta in palese contrasto con quella “contiana”. L’allenatore, dal canto suo, si è detto disposto ad aspettare, ma non lo farà di certo in eterno: gennaio si avvicina e le offerte sull’ala serba continuano a fioccare. Krasic potrebbe in definitiva essere l’agnello sacrificale per un acquisto migliore in difesa. Ha solo 3 mesi per sbloccarsi.

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Il recupero. Altro “caso” del giorno in corso Galileo Ferraris, quello di Fabio Quagliarella, L’attaccante, dopo l’avvenuto recupero dal grave infortunio dell’anno scorso, sembra ancora fuori dai piani di Antonio Conte, che però si è detto solo incerto sulla forma del napoletano, mentre non lo è sulle sue qualità, giudicate indubbie e di enorme utilità quando il campionato si farà più “difficile”. A smentire le voci su un suo addio a gennaio, inoltre, la pagina Facebook sulla quale l’attaccante partenopeo ha chiesto ai tifosi juventini come dovrebbe esultare al prossimo gol in bianconero, dimostrando così la voglia di restare e vincere.

Luciano Cangianiello