TORINO, 1 LUG. – Mesut non è Hans. Özil non è Müller. Ma Mesut Özil è tedesco a tutti gli effetti. Nato a Gelsenkirchen il 15 ottobre 1988, da genitori, quelli sì, turchi, ha fatto la gavetta nelle giovanili di una squadra di C2 tedesca, il Rot-Weiss Essen, per poi passare alla principale squadra della sua città, lo Shalke 04, grazie al quale ha debuttato tra i professionisti a 17 anni.

Il passaggio al Werder Brema nel 2008, la cessione di Diego poi e infine il mondiale Sudafricano,lo stanno consacrando come uno degli astri nascenti del calcio mondiale.

Peculiarità tecniche del giocatore sono l’intelligenza tattica, raramente sbaglia una scelta di passaggio, l’abilità nel saltare l’uomo, grazie a mezzi tecnici invidiabili, e l’altruismo, preferendo pozzeccaniamente il sorriso di un compagno mandato in rete alla gloria personale.

Per lui si stanno girando le teste di tutti i top team europei, dato il suo contratto in scadenza 2011, che dimezza il valore di mercato del cartellino, portandolo ad una più che accessibile valutazione di 12-15 milioni di euro. L’Inter si era mossa per prima, la Juve è l’ultima squadra piombata sul giovane, il Barcellona ha un vivo interesse, data anche la fede blaugrana dichiarata dallo stesso Özil.

Vedremo dove andrà a finire, ma una cosa è certa, di questo playmaker calcistico ne sentiremo parlare ancora a lungo.

Alfonso Fontana