Adriano GallianiMILANO, 4 GIU. – Sembra passato un venticinquennio da quando il presidente Berlusconi prometteva ai tifosi scenari gloriosi di vittoria, dominio assoluto del panorama mondiale, riscrittura della storia. Eppure da quelle affascinanti dichiarazioni (simili più ad una captatio benevolentiae verso i tifosi), è trascorso solo un anno, e mentre il bilancio è in rosso, il futuro è nero. Il povero Galliani si trova costretto a dover conteggiare per la prossima stagione scarsa fiducia dei giocatori, dei tifosi e, calcolatrice alla mano, mancanza di investimenti. Difatti se da un lato la Fininvenst avrebbe messo a disposizione una cifra compassionevole, si oscilla dai 30 ai 15 milioni di euro, per ripianare il deficit dovrebbe sborsare ben 50 milioni.

La situazione di immobilismo in cui si trova la società è dovuta ad una mancanza di organizzazione e controllo del bilancio: dal 2003 al 2009 non sono mancati gli investimenti da parte della holding che ha messo a disposizione 220 milioni per il calciomercato, denaro purtroppo gestito ed investito male. Laddove si parlava di un ringiovanimento della squadra si sono viste solo staffette tra anziani giocatori in cerca di riscatto, che di fatto non si è verificato. Ex campioni ormai sull’ orlo del precipizio hanno fatto pesare il nome, non il talento, ma sono stati ugualmente accolti a braccia aperte dal club rossonero il cui destino sembra essere una casa di dolce riposo per ex talenti piuttosto che una squadra che vuole e può vincere.

Risanando il bilancio tramite uno sfoltimento della rosa, quantomeno delle pedine di poco conto, si investirebbe spesso e meglio. A cominciare dall’ addio dei vari Mancini, Oddo, Kaladze e Jankulovski, ma la lista è lunga. E non sarà facile piazzarli tutti; attirano l’ attenzione degli altri club Storaci, Huntelaar e Flamini ma se Galliani vorrà attuare l’ operazione rifondazione-Milan, dovrà confidare molto nella generosa anima del premier. Che Berlusconi dunque si armi di concretezza, non solo promesse.

Ilaria de Lillo