Alberto GilardinoSESTRIERE, 1 GIU. Oggi pomeriggio, dopo il secondo allenamento, il ct della nazionale Marcello Lippi selezionerà i nomi dei 23 per il Sudafrica. Entro la mezzanotte, infatti, tutte le Federazioni dovranno comunicare alla Fifa la lista definitiva dei giocatori da portare al Mondiale. E il ct azzurro dovrà effettuare gli ultimi dolorosi cinque tagli.

Sirigu, Bocchetti, Cossu, Quagliarella, Rossi: questi erano i candidati all’esclusione, quando la Nazionale campione del mondo è salita al ritiro Sestriere. Però Lippi non ha indicato quali fossero le cinque riserve ufficiali, in controtendenza rispetto al 2006. «Ci voglio pensare bene», aveva spiegato. (CalabriaIndipendente.it)

Nell’eremo degli azzurri, insomma, qualsiasi pronostico sembra un azzardo.

MONDIALI SUDAFRICA, IL PRONOSTICO DI TRAPATTONI

Sul prossimo Mondiale il parere di un esperto come Giovanni Trapattoni. «Oggi punterei sull’Argentina. A mio avviso è caratterialmente e anche tecnicamente superiore al Brasile. Poi è doveroso mettere dentro squadre come la Germania, per carattere, forza; l’Inghilterra, per qualità; la Spagna, per qualità e genialità – dice l’ex ct azzurro – l’Italia deve superare un esame che è questa ristrutturazione che sta facendo Lippi. Dipenderà anche dalla condizione di alcuni giocatori importanti, ne abbiamo più di uno. Non dimentichiamo che noi sappiamo sempre tirar fuori l’uovo dalla gallina. La nostra Nazionale tira fuori sempre il massimo di quello che sa fare» (CalabriaIndipendente.it)

MONDIALI SUDAFRICA, IL RISCATTO DI GILARDINO

«Sento che sono al Mondiale della svolta: è il secondo, ho 27 anni, sto bene. Insomma è la grande occasione, avverto che è il mio momento. E quando segnerò esulterò come sempre, suonando il violino».

«Ho detto in passato che mi manca la consacrazione in azzurro: nella mia carriera ho fatto benissimo non solo i due anni di Parma – rivendica l’attaccante – c’era anche la prima stagione Milan, e quella scorsa con la Fiorentina. E basta rievocare gli anni rossoneri, ricordo a tutti che ho segnato 45 gol in tre stagioni giocando poco. Però mi è mancata la continuità di anno in anno».

La resurrezione di Gilardino è legata come un cordone ombelicale a mister Prandelli. Gilardino lo ritroverà dopo il Mondiale per l’avvio del nuovo ciclo azzurro. «Sono felice per Prandelli – spiega – l’ho sentito al ritorno dagli Stati Uniti: è l’allenatore giusto per un nuovo ciclo. Per lui è la grande occasione. Per la Fiorentina invece mi dispiace, come ai miei compagni: aveva dato tantissimo, evidentemente c’è stato qualche problema». Quanto al futuro, preferisce non pensarci: «Testa al mondiale, e basta – dice ancora – Son stato due anni a Firenze e ho altri tre anni di contratto, ora non si sa chi sarà l’allenatore e non si sanno tante cose». (Bolognatg24.it)