FERRARA, 22 maggio 2010 – Tre giorni dopo la remuntada de L’Aquila, i big “bidonati” sono pronti a darsi battaglia sulle epiche asperità alpine. Vincenzo Nibali è stato chiaro: “domani sul Monte Grappa sarà guerra”. Lo ‘squalo’ della Liquigas non ha ancora metabolizzato lo scatto di Garzelli e Vinokurov a Montalcino mentre lui cercava di rialzarsi dallo sterrato delle terre senesi. Il più atteso sui 18 km del Grappa è Ivan Basso che, per la prima volta in carriera, dovrà assumere un nuovo atteggiamento per riuscire a colmare il gap di 3 minuti dallo spagnolo Sastre.

La quattordicesima tappa del Giro d’Italia è la prima di una serie da brividi, che si concluderà sul Gavia e sul Tonale dopo Zoncolan, Plan de Corones, Mortirolo e pendenze da mal di testa solo a guardarle. Asolo può essere il punto di partenza. A patto di mettersi in gioco.

LA PRESENTAZIONE DELLA TAPPA – Tappa nettamente divisa in due parti. Prima parte, fino al primo passaggio sul traguardo al km 122,3 perfettamente pianeggiante con alcuni attraversamenti cittadini (Rovigo, Padova, Castelfranco Veneto – Rifornimento km 103-106). A Asolo è posto anche il Traguardo Volante (Piazza Garibaldi – km 124,9). Circa 20 km di saliscendi portano ai piedi del Monte Grappa (GPM m 1675 – km 164,3), salita di 19 km con punte del 14% e soprattutto con pendenza media elevata. Discesa pedalabile e veloce fino a Romano d’Ezzelino e ultimi chilometri pianeggianti fino all’arrivo. Dal GPM mancheranno quasi 41 km al traguardo.

Finale praticamente diritto per 10 km con leggerissime semicurve (e con rotatorie), praticamente pianeggiante (o in falsopiano leggermente a scendere). Retta di arrivo (600 m) larga 7 m su fondo in asfalto.

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