L’AQUILA, 20 MAGGIO – Un Giro d’Italia mai visto: tappe eroiche con i corridori immersi nel fango, fughe interminabili tra nubifragi e discese mozzafiato e forze fisiche ormai ridotte al lumicino nonostante le grandi montagne siano ancora molto lontane.

[ad#Juice Overlay][ad#Juice 120 x 60]La corsa Rosa 2010 rievoca inconsapevolmente l’epopea in cui l’eterno Costante Girardengo, campione imbattibile della bicicletta, veniva attaccato dai suoi avversari in occasione di cadute rovinose, rievoca gli inganni di Fiorenzo Magni ai danni degli invincibili Coppi e Bartali, rievoca l’impresa del Pirata sul Galibier nel tour 98 quando tra fulmini e saetti inflisse un distacco abissale alla maglia gialla Ullrich.

La tappa della memoria verrà ricordata per la fuga-bidone. Protagonisti un gruppo di 56 uomini che prende il largo fin dai primi km, mentre le squadre dei big inspiegabilmente lasciano fare. Il risultato finale è sconvolgente e la classifica completamente stravolta.

[ad#Juice 120 x 60]La tappa più lunga, 262 km da Lucera all’Aquila, disputata sotto una pioggia incessante, rivoluziona per l’ennesima volta la corsa. Vinokourov e tutti i big della classifica generale, colpevoli di aver lasciato troppo spazio a un gruppo di 56 fuggitivi, tagliano il traguardo con quasi 13 minuti di ritardo dal vincitore Evgeny Petrov, uno che non vinceva una corsa dal 2002, ma che nel suo palmares può vantare due titoli mondiali dilettanti. E soprattutto consegnano la maglia rosa al 25enne della Tasmania Richie Porte, che diventa il nuovo incontrastato leader della classifica generale.

Dopo aver scalato l’Appennino Centrale, oggi la corsa rosa si sposta al mare: da Città Sant’Angelo a Recanati, 206 km a 50km di media tutti lungo la costa adriatica. Prima del circuito finale, ci sono due Gpm di terza categoria (Macerata e Potenza Picena) che non dovrebbero impedire la volata di gruppo.

Diretta Tempo Reale

[ad#Juice 300 x 250] [ad#Cpx 300 x 250]