MADRID, 20 MAGGIO – Il volto del fenomeno olandese Arjen Robben continua a dimostrare quasi il doppio dei suoi 26 anni, soprattutto quando lo guardi da pochi metri di distanza. Ma il talento e i muscoli delle gambe danno un impressione completamente differente: fantasia e potenza sono tornati a essere quelli del fantasista olandese ai tempi dell’under 21.

In questa stagione trionfale per il Bayern Monaco, pur non essendo un attaccante puro, Arjen ha messo a segno 22 reti (per alcuni 23, una è contesa con Mueller), quasi tutte decisive. Mai così bene in passato, nemmeno lontanamente. In assenza del francese Ribery, il fuoriclasse che dovrà fare la differenza nella finale di Champions è lui, l’olandese di Bedum. Allo stato attuale delle cose, l’ala più forte al mondo.

[ad#Juice Overlay][ad#Juice 120 x 600] Robben ha rilasciato un interessante intervista ai microfoni della ‘GazzettadelloSport’, nella quale definisce Mou come il ‘Padrone’ e Wesley come l’amico di sempre.

  • Robben, se il Bayern batte l’Inter lei vincerà il Pallone d’oro?
  • “Questo non posso dirlo, ma intanto mi hanno comunicato che sarò eletto “giocatore” dell’anno in Germania. È già una grande soddisfazione, anche se ovviamente mi interessano di più i trionfi della squadra”.
  • Contro Fiorentina, Manchester Utd e Lione è andato sempre in gol, trascinando i compagni fino a Madrid. Si sente il leader di questo gruppo?
  • “Non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità, ma non mi sento l’unico in grado di decidere la partita al Bernabeu. Olic, per esempio, è determinante quanto me. E non sottovalutate Altintop: Ribery ci mancherà, ma Hamit è un’ottima alternativa”.
  • A Madrid affronterà Sneijder: i due “scarti” del Real si contendono il trono d’Europa. Bella vendetta, no?
  • “Wesley è un caro amico, ci sentiamo spesso al telefono e siamo entrambi felicissimi di sfidarci per un trofeo tanto prestigioso. Il Real Madrid è il passato, le cose sono andate così, inutile cercare rivincite. Siamo orgogliosi e basta”.
  • È Sneijder il giocatore più pericoloso dell’Inter?
  • “È impossibile non temere anche Milito, Eto’o, Pandev… Ma più di ogni altra cosa mi impressiona la solidità dei nostri avversari. In difesa sono fortissimi. E poi è una squadra di lottatori”.
  • C’è la mano di Mourinho, che lei ben conosce.
  • “Sì, mi ha allenato ai tempi del Chelsea. È capace di cambiare la mentalità dei campioni su cui decide di puntare. E’ un capo vero, quando parla stanno zitti tutti. Prepara le partite in ogni dettaglio e tutti i giocatori entrano in campo sapendo esattamente cosa devono fare”.
  • Qual è la dote che lo rende “Speciale”?
  • “Credo che il suo vero segreto sia la capacità di valorizzare il talento dei singoli e di renderlo utile, funzionale al gruppo. Prendete gli attaccanti: hanno grande tecnica, ma aiutano la difesa in ogni momento”.

Redazione Sportiva via Gazzetta.it

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