MADRID, 20 MAGGIO – L’Inter è atterrata ieri sera a Madrid: per tutti, fatta eccezione di Mourinho, Eto’o e Thiago Motta (che non potrà giocare, ma parte col gruppo) sarà una prima assoluta nell’atto conclusivo della competizione europea più prestigiosa.

Ma il Santiago Bernabeu è familiare ad almeno quattro interisti che, in epoche differenti, sono stati padroni di casa. Tutti sono stati scaricati troppo presto dalla “casa Blanca”: la galleria degli errori madridisti parte con Sameul Eto’o, continua con Cambiasso, passa per Samuel fino ad arrivare a Sneijder.

[ad#Juice Overlay][ad#Zanox 120 x 240]INTERVISTA A MOU Nessuno in Champions League ha fatto vedere il gioco dell’Inter. Ne è convinto il timoniere della corazzata nerazzurra José Mourinho che ha ricordato le due partite giocate al Meazza contro il Barcellona e a Stamford Bridge contro il Chelsea, rispondendo a Luis Van Gaal che ha definito ‘catenacciaro’ il gioco nerazzurro. “In questa Champions – ha detto Mourinho – non mi ricordo una partita come Inter-Barcellona a San Siro. Nessuno ha giocato il calcio che abbiamo giocato, attaccato così tanto i campioni d’Europa e vinto la semifinale lì. Nessuno ha attaccato come noi a Stamford Bridge. Abbiamo fatto due partite come nessun altro”. Contro il Lione, ha ricordato Mourinho, Van Gaal dopo l’espulsione di Ribery ha cambiato in modo difensivo l’assetto della sua squadra: “Dire le cose che dice lui è come gettare la sabbia negli occhi”.

E’ la partita più importante del mondo, anche più importante della finale del Mondiale”: così lo Special One ha definito la finale di Champions League. “E la partita più importante del mondo – ha detto – più della finale di coppa del mondo perché i giocatori sono migliori di quelli delle nazionali così come la qualità del gioco. In nazionale non possono comprare giocatori, a parte cambiare i passaporti di qualche brasiliano”. “La mia squadra ha un sogno – ha aggiunto Mourinho – non un’ossessione e spero che il vulcano consenta a tutti di far diventare la finale un momento incredibile, il risultato è importante ma può anche essere secondario, ma credo che quando giochi quella partita devi essere molto felice”.

Redazione Sportiva

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