MILANO, 21 APR. – Il tecnico portoghese magari non sarà un genio tattico ma è senz’altro un condottiero e un uomo su cui fare affidamento per creare un gruppo. Il gruppo reagisce proprio partendo dall’uomo che aveva sbagliato sul cross di Maxwel nel gol subito. Maicon mette in mezzo un cross basso che Milito spalle alla porta addomestica e serve alla corrente Sneijder dietro di lui. L’olandese lasciato libero dal raddopio sul Principe perfora Valdes con un bel piatto destro.

MILITO IMPRENDIBILE. Ma è nella ripresa che l’Inter mostra di essere diventata una squadra vincente. Proprio come aveva fatto col Chelsea, prende in mano la partita con personalità. Il Barca fa il Barca ma il filtro Motta-Cambiasso limita il gioco dei catalani con un pressing alto e costante. Le punte esterne Pandev e Eto’o, perfetti tatticamente ed elogiati dal tecnico di Setubal a fine gara, si sacrificano rientrando e ricompattando i ranghi.

Poi ci sono le ripartenze. Spesso micidiali come quella innescata da Pandev per Milito che spara a lato. El Principe si rifarà da li a poco. Ancora un gigantesco Pandev se ne va in contropiede, serve l’ex Genoa che va sul fondo e porge il secondo regalo regale della serata alla corrente Maicon che con un destro sporco batte il portiere. È il 2-1.

L’INTER VOLA. Ma non è finita. L’Inter di altri tempi avrebbe avuto un calo di concentrazione e si sarebbe rilassata dopo il vantaggio. Non quella di Mourinho che invece continua a pressare e a non lasciare respiro a Xavi e Messi. Qualche tentativo della pulce atomica impegna Julio Cesar e spaventa il Meazza, allora ci pensa ancora una volta el Principe Milito. Questa volta però a lui tocca solo il compito di metterla dentro. Ennesimo recupero di Motta che gira per il cross di Eto’o, ancora Sneijder fa una sponda sporca di testa che spiazza difesa e Valdes. Diego dall’altra parte deve solo appoggiarla dentro di testa. Delirio del popolo del Meazza che si toglie di dosso gli incubi che lo tormentano da anni. Messi è umano e Madrid non è poi così lontana.

CATENACCIO E IL RIGORE NEGATO. Nel finale l’Inter è sulle ginocchia e il Barca non è campione d’Europa per caso. L’assedio dura per tutti gli ultimi 15 minuti, in cui l’Inter prova a ripartire in contropiede e sfiora con uno Sneijder stremato, il quarto gol.

Il Barcellona schiaccia capitan Zanetti (immenso) e soci nella propria area. Sfiora due volte la rete con Piquè. Ibra sostituito avrebbe fatto comodo come il rigore netto su Dani Alves avrebbe probabilmete cambiato le sorti del match di ritorno ma l’Inter di ieri sera come ha detto Mourinho “Non se lo meritava.”

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