Piacenza, 30 Aprile Un ordigno bellico al fosforo appartenente alla Seconda Guerra mondiale e dal peso di 150 chili era stato ritrovato nell’area vicino all’autostrada A1 nel tratto tra Piacenza Sud e Piacenza Nord. La pericolosa scoperta era avvenuta in modo rocambolesco in quanto un contadino che lavorava nel proprio campo, ignaro di quanto esso nascondesse, aveva accidentalmente tranciato in due la bomba. Inimmaginabile rimane quindi il livello di paura di tale persona nel momento in cui si è resa conto della gravità dell’accaduto e del pericolo in atto.

Poteva essere una tragedia. L’ordigno infatti sarebbe potuto scoppiare provocando una strage sull’autostrada affollata di veicoli.

Gli stessi artificieri del genio guastatori di Cremona, intervenuti per far brillare la bomba, hanno pochi dubbi a riguardo di quanto accaduto; infatti hanno affermato: “è stata una tragedia scampata”. Un ufficiale del Genio continua dicendo che se la fiammata provocata dal taglio dell’aratro fosse stata più intensa la bomba sarebbe sicuramente esplosa immediatamente.

I militari hanno convocato d’urgenza un tavolo tecnico in prefettura a mezzogiorno per decidere come procedere. Dalle 14 alle 15 e 30 di ieri poi hanno abilmente operato per disinnescare la bomba e farla brillare in sicurezza. La prima fase ha visto la detonazione di parte dell’ordigno che si trovava nel campo vicino alla carreggiata Nord. In seguito, dopo una piccola deflagrazione, parte dell’esplosivo ha iniziato a bruciare e ad emettere fumo bianco. Infine è stata fatta bruciare in sicurezza la restante parte del tritolo. Quest’ultima operazione è durata all’incirca mezz’ora.

Per motivi precauzionali il tratto autostradale era stato chiuso al traffico in entrambe le direzioni causando grossi disagi e ripercussioni pesanti sul tratto all’interno della città. I veicoli provenienti da Fiorenzuola erano obbligati ad uscire a Le Mose e venivano da qui indirizzati verso la sponda lombarda, sulla via Emilia.

L’ordigno ha così trasformato la giornata in un banco di prova per il ponte provvisorio sul Po che però ha retto bene ed è uscito a testa alta dall’esame in quanto non ha fatto registrare intoppi.

Alessandra Solmi

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