IMOLA, 23 APR. – Questa è la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano per la bancarotta della Asciè Srl, azienda attraverso la quale Vanna Marchi aveva dato vita a numerose iniziative ‘commerciali’. Al processo d’appello lei però non era presente: ha preferito restare in carcere a Bologna. Non c’era neppure la figlia Stefania Nobile trasportata in ospedale a Milano per alcuni esami clinici solo qualche ora prima del processo. ‘Significativa’ la presenza del fedele avvocato delle due, Liborio Cataliotti, che è riuscito ad ottenere in sostanza uno sconto di pena.

Infatti il sostituto procuratore Enzo La Stella aveva richiesto la conferma della condanna in primo grado (che era stata di 6 anni di reclusione per la Marchi e 4 anni e mezzo per la figlia) mentre i giudici hanno accettato la proposta della difesa di applicare la continuazione con l’altra sentenza per associazione a delinquere finalizzata alla truffa che a marzo del 2009 le aveva condannate a 9 anni e 6 mesi per Vanna Marchi e 9 anni e 4 mesi per Stefania Nobile. Si arriva così a comprendere la decisione dei giudici della Corte d’appello che condannano, per il caso Asciè, la Marchi a 14 anni e la figlia a 12 anni. Un vero sconto, anzi un affare, d’acordooo???

Monica Gaddò

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