CESENA, 23 APR.Finalmente una buona notizia per Marisa Degli Angeli, la madre di Cristina Golinucci, la ragazza scomparsa il primo settembre 1992 dopo essere uscita di casa per incontrare il suo padre spirituale – Don Lino Ruscelli – presso il convento dei cappuccini di Cesena: l’interno del convento, già perquisito nel 1997 senza successo, sarà presto ispezionato nuovamente, utilizzando la sofisticata tecnologia del georadar, con cui si spera di trovare tracce significative della presenza della ragazza sotto il suolo circostante l’edificio dei cappuccini.

L’istanza depositata da Carlotta Mattei, avvocato della famiglia Golinucci, con cui si chiedeva di controllare l’interno del convento, è stata infatti recepita dal pm Alessandro Mancini che, secondo notizie fornite dai media locali, sarebbe intenzionato a riaprire quanto prima le ricerche dentro le mura.

Il clamore attorno al recente ritrovamento del corpo di Elisa Claps nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza ha riportato la luce sulla scomparsa di Cristina, su cui da anni era calato il silenzio delle indagini. La madre di Cristina – più che mai agguerrita nel chiedere verità e giustizia – si è detta convinta che: “Proprio lì, dai cappuccini, ci sia la tomba di mia figlia”, auspicando la possibilità di indagare dentro le mura del convento.

Dopo essere uscita di casa per incontrare Don Lino Ruscelli, nel pomeriggio del 1 settembre 1992, Cristina svanì nel nulla. Il padre confessore dichiarò di averla attesa di fronte al portone del convento, invano. Eppure la macchina della ragazza era parcheggiata regolarmente al parcheggio del Convento. Grazie al contributo della trasmissione “Chi l’ha visto?”, le indagini puntarono su Emanuel Boke un africano che all’epoca della scomparsa di Cristina viveva e lavorava come muratore dentro al convento dei cappuccini, e che precedentemente era stato condannato e incarcerato per violenze sessuali su una ragazza della zona. Gli accertamenti sul ruolo di Boke nella scomparsa di Cristina non portarono a nulla, anche a causa del rifiuto di Don Ruscelli ad aprire le porte del convento agli inquirenti. Al momento di Boke si sono completamente perse le tracce.

La sensitiva Rosemary Laboragine, intervenuta recentemente sul caso, ha dichirato: “Anche lei, come ELisa Claps è seppellita vicino alla chiesa”, e sul colpevole della scomparsa di Cristina ha detto: “Per me è stato quell’uomo straniero, Emanuel Boke”.

Si spera che le tecnologie messe in campo dalla Procura di Forlì possano condurre a molto più che sospetti e sensazioni medianiche, ovvero alla verità su questa misteriosa e tragica scomparsa.

Sara Deriu

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