RIMINI, 8 FEBB Atto intimidatorio compiuto da ignoti, all’indirizzo del Rimini Calcio che, dopo l’inaspettata retrocessione dello scorso anno, milita nel campionato di Lega Pro-Prima Divisione. Questa mattina una macabra scena per un dirigente del club romagnolo che si è recato al “Romeo Neri”. All’ingresso della sede della società ha ritrovato una testa mozzata di maiale. Ad accompagnare il gesto, una frase minacciosa scritta sul muro del cortile antistadio, vicino agli Ufficio del Direttore Sportivo Gabriele Zamagna e del Mister Mauro Melotti. A caratteri cubitali si legge: “La pazienza è finita… Maiali!”.

[ad#Adsense Link Sport]Ultras riminesi in rivolta, dopo la sconfitta rimediata domenica a Cava dei Tirreni. La partita, giocata in condizioni climatiche avverse, a causa di un forte vento, è terminata 1- 0. A nulla è servito il cambio di modulo nella ripresa. Nei 90 minuti di gioco nessun tiro ha messo in difficoltà il portiere della Cavese. Si tratta della nona sconfitta, in undici gare esterne, da inizio campionato. Il Rimini è ora a 14 punti dal Verona, prima in classifica, con un “recupero” ancora da giocare.

La tifoseria riminese non è nuova a gesti che di sportivo non hanno proprio nulla. Risale al giugno dello scorso anno, il lancio di una bomba carta nei pressi dell’abitazione di Adrian Ricchiuti, ex capitano del Rimini. Nonostante il silenzio stampa, il direttore sportivo Gabriele Zamagna ha condannato duramente l’episodio: “Quello che è successo è di una gravità inaudita, purtroppo ci si dimentica sempre che questo è un gioco e tale deve essere. Noi, però, andiamo avanti come abbiamo sempre fatto con la consapevolezza di avere la coscienza a posto”. Sull’ episodio la Digos ha avviato le indagini del caso.

M. Cristina Reggini

[ad#Banner Adsense 468 x 60 Sport]