COMACCHIO, 06 FEBB.Bufera sulla città di Comacchio in provincia di Ferrara. Due assessori, un dirigente comunale e un esponente politico del comune di Comacchio da ieri mattina sono stati posti agli arresti domiciliari. Le accuse che gravano sulle loro spalle sono di quelle pesanti: corruzione.

Secondo il pm Nicola Proto, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Comacchio, Berto Cavallari, assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Eugenio Gramolelli, assessore alle attività produttive e al commercio, Manlio Carli, dirigente del settore urbanistica del Comune lagunare, e Filippo Farinelli, vice presidente del Comacchio Calcio e segretario locale del Partito di Rifondazione Comunista (già presidente nella passata legislatura anche del Consiglio Provinciale du Ferrara), si sarebbero mossi personalmente per accelerare le pratiche di concessione edilizia di una ditta di costruzioni che intende costruire un noto negozio di bricolage sulla Romea e che già era sponsor del Comacchio Calcio.

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I fatti contestati ai 4 arrestati, che ieri si sono visti notificare l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal Gip Silvia Migliori del Tribunale di Ferrara, risalgono a Ottobre del 2008.

Negli atti giudiziari viene elargito che, dietro la presunta promessa di una sponsorizzazione di 30mila euro, dei quali sarebbero stati pagati 4800 euro con regolare fattura, per la squadra di calcio locale, la ditta di costruzioni avrebbe chiesto, attraverso Farinelli, un interessamento presso gli assessori Cavallari e Gramolelli, e poi presso il dirigente Carli, per sveltire la pratica relativa al negozio da costruire. Una pratica ferma in Comune da tempo e che ad un certo punto si sarebbe sbloccata per ricevere infine la concessione edilizia nello scorso dicembre.

Per gli avvocati Antonio e Francesco Vinci e Carmelo Marcello, che difendono Cavallari, Carli e Farinelli, quella pratica è stata prontamnete sbloccata ed è stato dato l’ok semplicemente perché c’erano i presupposti per farlo.

Lo stesso gip infatti nell’ordinanza sottolinea il fatto che quei provvedimenti sono perfettamente conformi alla legge. Tuttavia secondo il giudice per i 4 arrestati sembra materializzarsi il rischio di reiterazione del reato, ecco perché la firma dell’ordinanze eseguite questa mattina.

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Un provvedimento sproporzionato dicono l’equipe legali degli arrestati. I loro assistiti si sarebbero interessati esclusivamente alla pratica di costruzione del negozio così come un politico o un assessore si interessano di un insediamento che può avere risvolti economici e occupazionali importanti per il proprio territorio.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche un altro assessore e l’amministratore delegato della ditta di costruzioni che risultano soltanto indagati.

Il sindaco di Comacchio, Cristina Cicognani, ha già incontrato ieri i legali per avere delucidazioni; nel frattempo ha dichiarato che “gli atti usciti dalla pubblica amministrazione sono del tutto legittimi”

Redazione via TeleEstense

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