Spose BabyBRESCIA 03 FEBB – Tredici anni: un’età in cui si dovrebbe essere liberi e in cui gli unici pensieri dovrebbero essere l’allegria e i giocattoli. A una bambina romena, invece, il compimento dei tredici anni ha portato l’abito bianco e un marito di 21 anni. Con un atto notarile, i genitori della tredicenne, l’hanno “affidata” alla famiglia dello sposo fino al 2014. Il rito rom, celebrato in Romania, ha permesso lo scorso settembre alla minorenne di arrivare in Italia, a Brescia, dove la famiglia del marito vive da anni.

La prima segnalazione è arrivata dall’ospedale dove il 21enne è in cura per motivi di salute. In quel periodo la madre, preoccupata per eventuali complicazioni che potrebbero insorgere in caso di gravidanza, ha presentato la sposa-bambina a un medico. La polizia ha avviato le indagini e ha perquisito l’abitazione dove la bambina viveva in una condizione di semi-clandestinità: non frequentava la scuola e le era vietato farsi vedere in presenza di estranei.

Dopo il primo controllo, la tredicenne ha iniziato a frequentare la scuola, ma le sue condizioni in generale non miglioravano. Al compimento dei 14 anni, in seguito a un rapporto sessuale, la piccola rumena è tornata dal medico. Intanto gli elementi raccolti durante l’indagine portano all’emissione del provvedimento in carcere, e la minorenne viene affidata a una comunità protetta.

Il 21enne è ora accusato di violenza sessuale e riduzione in schiavitù, reati commessi in concorso con la madre: entrambi sono stati arrestati all’alba su ordine di custodia cautelare dalla Squadra Mobile di Brescia. Nella contestazione dei reati si fa riferimento anche alla Convenzione di Ginevra e alla violenza psicologica su una bambina costretta a crescere troppo in fretta.

Mara Monfregola