BOLOGNA, 12 GIUGNO – L’azzurro chiedeva delucidazioni su Trasporti Passeggeri Emilia-Romagna (TPER) Spa, la società di trasporti integrati nata il 1 febbraio dalla fusione dell’Azienda di Trasporti di Bologna (ATC) e di “Ferrovie Emilia-Romagna Trasporti”, nata a sua volta da una scissione di Ferrovie Emilia-Romagna.

TPER gestisce gli autobus nella città di Bologna e nelle Province di Bologna e Ferrara ed i convogli ferroviari sulle tratte attualmente in capo a FER, con

l’ambizione, però, in futuro di fondersi anche con le altre società di trasporto pubblico emiliano-romagnole, tra cui anche SETA.

La Regione ha conferito a TPER 18 locomotori (per un importo di 3.892.000 euro), una palazzina direzionale a Bologna (valore stimato 2.730.000 euro) e beni immobili a Rimini (euro 3.385.000).

L’Assessore Peri ha così risposto: “Alla base della scelta di procedere alla scissione di FER in due distinte società, l’una che ha mantenuto la denominazione originaria e alla quale è affidata la funzione di gestire l’infrastruttura ferroviaria di proprietà regionale e la seconda denominata FER Trasporti che, in seguito alla fusione con ATC SpA, ha dato vita a TPER SpA, vi sono diversi motivi.

In primo luogo, la separazione della società di gestione dell’infrastruttura ferroviaria da quella impegnata nella gestione dei servizi di trasporto è una previsione contenuta nella normativa comunitaria e, in quanto tale, recepita dalla L.R. n 30/98. La legge prevede in particolare che FER Srl, in quanto gestore dell’infrastruttura ferroviaria di proprietà regionale, debba rimanere “a prevalente capitale regionale e totale capitale pubblico”.

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D’altra parte, la scelta di costituire TPER SpA risponde alla necessità di dar vita ad un soggetto industriale di più accentuata rilevanza sul mercato del trasporto pubblico locale, in grado di operare in modo integrato sia nel trasporto ferroviario che in quello autofilotranviario e di conseguire significative economie di scala e miglioramenti apprezzabili nella qualità del servizio offerto ai cittadini. E’ in quest’ottica, per altro, che la Regione sta operando in tutti i bacini per favorire le aggregazioni fra le società di gestione dei servizi di trasposto pubblico locale.”

Pollastri replica così: “Malgrado la risposta precisa sulle procedure e le finalità che hanno portato alla nascita di TPER, se è condivisibile l’idea di creare un’azienda forte che abbia un proprio peso sul mercato ed economie di scala rilevanti, rimane però il dubbio, frutto di visioni politiche diverse tra me e l’Amministrazione Regionale, circa la correttezza di creare una società pubblica, per altro in una materia come quella dei trasporti sempre portatrice di nuovi debiti, mentre ovunque in Italia gli Enti Pubblici tendono a lasciare i settori non strategici, favorendo la liberalizzazione. C’è quindi il rischio che la Regione, divenendo socia, debba sborsare nei prossimi anni continue risorse per appianare i debiti di TPER. Contestabile anche la scelta della Regione di procedere non solo alla razionalizzazione del trasporto pubblico locale in tutte le Province, scelta che sembra preludere la creazione di una maxi-azienda regionale, di cui TPER potrebbe essere il nucleo, che metterebbe davvero a rischio la capillarità e la qualità del servizio.”