MILANO, 26 FEBBRAIO – Il giorno dopo la sentenza del giudice del Tribunale di Milano, Francesca Vitale, che ha sentenziato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione del reato, nei confronti dell’imputato Berlusconi Silvio, le polemiche non si sono placate. L’accusa, va ricordato, era di corruzione in atti giudiziari per le vicende di tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. Il PM De Pasquale aveva chiesto 5 anni di reclusione per l’ex premier. La difesa del fido Ghedini e del devoto Longo chiedevano l’assoluzione per la non sussistenza del fatto.

Un gioco di numeri sarebbe alla base della decisione dei giudici milanesi, ma fino al 25 maggio 2012, giorno in cui verranno depositate le motivazioni, i dubbi rimangono. Secondo l’accusa, la prescrizione sarebbe dovuta scattare non prima del 3 maggio, o comunque tra maggio e luglio di quest’anno, mentre il tribunale sembra aver ritenuto valida la data del presunto versamento di 600 mila dollari, 11 novembre 1999. Il termine dei dieci anni previsti dal codice per poter dichiarare prescritto un reato, fatte salve alcune interruzioni procedurali previste, sarebbe scaduto tra il 15 ed il 18 febbraio scorsi. Neanche dieci giorni prima della lettura della sentenza.

LE REAZIONI

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Il magistrato milanese De pasquale lasciando l’aula ha detto ai giornalisti: «inutile commentare», facendo emergere tutta la sua amarezza sull’esito del procedimento. Il PM ha aggiunto che la Procura di Milano intende ricorrere in appello, ma, dati i tempi certi di prescrizione, sembra difficile riuscire a raggiungere un giudizio di secondo grado.

La difesa ha avuto reazioni altalenanti. Nell’arringa difensiva Longo e Ghedini avevano chiesto la piena assoluzione e solo in secondo piano avevano sventagliato la possibilità della prescrizione per il cavaliere. Una vittoria quindi, ma a caldo Longo ha dimostrato le sue intensioni bellicose: «impugno tutta la vita una sentenza così», ha detto il legale. Dopo pochi attimi forse si è reso conto che parte della loro richiesta era stata accolta, ed ha aggiunto, «una prescrizione a Milano per il presidente Berlusconi è un successo, perché gli avversari politici diranno che è uno scandalo».

L’ex premier, Silvio Berlusconi, è venuto a sapere della sentenza per telefono e ne avrebbe solo preso atto, ha detto Ghedini. In serata durante la partita Milan-Juventus ha detto ai cronisti «mezza giustizia è fatta», mostrando il suo solito sorriso.

Certo è che per fare completa luce sulla vicenda esiste un mezzo legale, si chiama rinuncia alla prescrizione che, con cotanta innocenza dimostrabile secondo l’imputato, sembra essere il compendio necessario alla vicenda. Probabilmente è meglio che l’ex premier si confronti a fondo con i suoi legali, prima di intraprendere strade che potrebbero risultare molte impervie, ma che di certo farebbero ricredere anche i più ostici dietrologi. Forse queste, però, sono solo parole.

Luca Bresciani