BERLINO, 17 DICEMBRE – Il presidente tedesco Christian Wulff ha annunciato pochi minuti fa le sue dimissioni. Wulff era da dicembre al centro della bufera per presunti favori, tra i quali un prestito agevolato ad “amici” quando era presidente della Land della Bassa Sassonia. Ieri la procura ha chiesto la revoca dell’immunità parlamentare per poter aprire un’inchiesta. Il parlamento tedesco deciderà nei prossimi giorni se l’ex presidente potrà essere inquisito e processato. Intanto la cancelliera Merkel ha annullato il suo viaggio in Italia.

LE DIMISSIONI DI WULFF – “Gli sviluppi delle ultime settimane hanno fatto sì che la fiducia nei miei confronti non sia più quella necessaria per adempiere al mio compito. Per questo motivo non sono più in grado di fare il presidente della Germania, sia all’interno che all’esterno. Oggi lascio il mio posto libero per qualcuno che possa immediatamente prendere le redini del nostro paese”.

MERKEL SDOLCINATA – “Ho accettato con molto rispetto le dimissioni del nostro presidente e con grande dispiacere personale. Devo dire che Wulff ha dato con la sua grande energia e forza un grande aiuto durante il suo incarico. I problemi del nostro Paese sono sempre stati risolti di comune accordo. La repubblica federale tedesca è stata rappresentata da Wulff in maniera equa e dignitosa sia all’interno che all’esterno, quindi tutti dobbiamo ringraziarlo”.

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LA CRICCA TEDESCA – Il 13 dicembre 2011 il popolare tabloid Bild ha pubblicato la notizia di un finanziamento di 500 mila euro a tassi agevolati che il presidente Wulff avrebbe ottenuto da un amico imprenditore per la realizzazione di un appartamento in Bassa Sassonia. Secondo quanto emerso dalle indagini, nei giorni successivi Wulff avrebbe inoltre esercitato forti pressioni sulla principale tedesca per evitare la pubblicazione della notizia. Il presidente ha poi ammesso i tentativi di insabbiamento e l’esistenza del prestito, ma si è giustificato sostenendo di non aver violato alcuna legge.  Il vizietto di Wulff è stato smascherato anche da un’altra testimonianza resa da un noto imprenditore avrebbe pagato a Wulff alcuni giorni di soggiorno in un albergo dell’isola di Sylt.

La vicenda assume rilievo politico: inizialmente il cancelliere Angela Merkel e la coalizione di governo difendono Wulff dalle accuse, ma dopo che il 16 febbraio 2012 la procura di Hannover ha chiesto la revoca dell’immunità prevista per il capo dello Stato, diversi esponenti di maggioranza hanno mostrato disagio per la situazione, portando l’avvocato alle dimissioni.

Redazione