ROMA, 15 FEBBRAIO – A Palazzo Chigi prende avvio il confronto tra il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ed i rappresentanti delle parti sociali. Obiettivo? La riforma del mercato del lavoro promessa da Monti per fine marzo. «Nessun aut aut del Governo», con queste parole il ministro Fornero da avvio ai lavori, ma le precisazioni sono obbligatorie, «deve essere chiaro», prosegue il Ministro, «che il tema del riordino dei contratti e delle flessibilità in entrata è subordinato al tema della flessibilità in uscita». L’approccio del governo Monti, sottolinea Elsa Fornero, in merito al tema del lavoro non si basa su prendere o lasciare, ma sul confronto tra le parti alla ricerca della soluzione più opportuna.

Si parte, dunque, parlando di apprendistato. Per il Ministro si tratta di «un veicolo di entrata per i giovani, per fare formazione seria» questa è la vera scommessa da vincere. Riguardo l’ingresso nel mondo del lavoro non si possono tollerare, dunque, «usi impropri», osserva la Fornero; «il contratto di apprendistato è stato usato come veicolo di flessibilità, ma in realtà è veicolo di formazione». Ci sono troppe partite iva, per il Ministro occorre introdurre «sanzioni e controlli per l’uso improprio delle forme di flessibilità e del lavoro autonomo in forme subordinate». È necessario concentrare le forze per controllare la discontinuità e per evitare «che i lavoratori finiscano in nero».

[ad#Google Adsense]

L’incontro è proseguito discutendo di politiche attive e servizi per il lavoro. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria e i delegati di Rete impresa hanno chiesto un approfondimento sui temi della riforma del mercato del lavoro, allora i rappresentanti delle sigle sindacali sono usciti. «Abbiamo evidenziato al governo che siamo disponibili a ragionare e a combattere la cattiva flessibilità in entrata» ha affermato Emma Marcegaglia, «ma siamo dell’idea che si debba salvaguardare quella buona perché vuol dire più occupazione e maggiori opportunità per giovani e donne». Per il Presidente di Confindustria occorre, però, abbassare il costo del lavoro flessibile e non andare verso un aumento delle spese per le aziende.

Per la discussione sugli ammortizzatori sociali, Elsa Fornero ha rimandato l’appuntamento a lunedì prossimo presso il Ministero del Lavoro. Per ultima viene lasciata la discussione sulla flessibilità in uscita, che sicuramente andrà a rivedere l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. «Se mettiamo avanti l’articolo 18», osserva il Ministro, «ci perdiamo in chiacchiere. Non vogliamo inquinare la discussione».

LE REAZIONI

Susanna Camusso, ha parlato di «positiva attenzione sulla precarietà dei giovani» dimostrata dal Governo. Il «negoziato con il governo è partito con il piede giusto», prosegue il segretario CGIL, ma se «il ministro parla di Flessibilità malata, per me si tratta di precarietà; occorre riportare i contratti flessibili alle loro ragioni, senza eccessi di ripetitività che si posso trasformare in vere e proprie trappole per i lavoratori.

Il leader della CISL, Raffaele Bonanni, ha affermato che i contratti flessibili sono giusti, ma con un’equa retribuzione; devono, allo stesso modo, essere stabiliti «tempi certi per il tempo determinato». Anche Luigi Angeletti, Segretario UIL, conferma la soddisfazione per aver cominciato il confronto con il giusto impegno trattando da subito «non solo formalmente, ma anche sostanzialmente la negoziazione sulla riforma del mercato del lavoro».

Luca Bresciani