ROMA, 4 FEBBRAIO –  La camera ha approvato con 264 voti a favore e 211 contrari il provvedimento, proposto dal leghista Gianluca Pini, secondo cui i giudici saranno tenuti a pagare in caso di danneggiamento ingiusto. Più in particolare si legge nel decreto che, a differenza di quanto avviene oggi, dove è lo Stato che risarcisce il cittadino danneggiato, sarà aggiunta la responsabilità civile personale del magistrato contro cui sarà possibile rivalersi quando «in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia» provochi «un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento». L’emendamento, ora al vaglio del Senato, prosegue decretando che deve sempre essere verificato «se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto».

Le reazioni degli organi della magistratura

L’Associazione Nazionale Magistrati, per bocca del presidente Luca Palamara e del segretario Giuseppe Cascini ha parlato di «una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice», non solo, ma si tratterebbe dell’«ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione» nei confronti della magistratura. Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, parla di norma sicuramente inappropriata, in quanto tutelare il cittadino non significa altro che risarcire il danno subìto, e non «il perseguire direttamente il magistrato che ha adottato l’atto. Sarà lo Stato a procedere successivamente». Per il primo presidente di Cassazione Michele Lupo «la responsabilità civile limita sempre» e critica fortemente la ratio di cui questa legge si fa portavoce. Secondo Lupo, «La sentenza della Corte europea del novembre del 2011 ha condannato l’Italia perché ha limitato eccessivamente la responsabilità dello Stato per l’attività giudiziaria, ma ciò è ben diverso dalla responsabilità diretta del giudice».

Il caso politico

Per la prima volta da novembre, il governo Monti è sotto alla camera. L’esecutivo si era detto, infatti,  sfavorevole all’emendamento. Il Ministro della giustizia Paola Severino ha affermato: «Il Parlamento ha votato ed è sovrano, ma confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento perché interventi spot su questa materia possono rendere poco armonioso il quadro complessivo». Franceschini, PD, ha attaccato duramente il PDL, che inizialmente aveva dato parere negativo sull’emendamento. Si tratterebbe, secondo l’Onorevole, di un vero colpo di mano in quanto a dispetto delle dichiarazioni dei giorni passati, a voto segreto è successo diversamente, «segno che per alcuni punti la vecchia maggioranza si ricompatta». La risposta è arrivata direttamente dal Capogruppo del PDL Cicchitto che ha detto «si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito».

Luca Bresciani