ROMA, 02 FEBBRAIO – L’affare Lusi lascia molti interrogativi curiosi. Come è possibile che i dirigenti del partito della Margherita non si fossero accorti dei traffici che l’ex tesoriere ha intrattenuto con la società canadese, da lui gestita, TTT s.r.l.? Come sono stati controllati i rendiconti del partito tra il 2007 ed il 2010? È avvenuto tutto all’insaputa dell’allora segretario Rutelli?

Lusi nel quadriennio in questione avrebbe sottratto alle casse del partito 13 milioni di euro, una cifra considerevole, difficile da giustificare, semplicemente come consulenze. Invece i documenti che lo stesso Lusi ha presentato come rendiconto della Margherita negli anni 2008,2009 e 2010, pubblicati in Gazzetta Ufficiale a seguito dell’approvazione all’unanimità da parte dei vertici di partito, dimostrano “spese pazze” in consulenze, che si gonfiano fino a triplicare da un esercizio all’altro. I revisori dei conti Giovanni Castellani, Mauro Cicchelli e Gaetano Troina scrivono, nella loro relazione che introduce il bilancio degli anni in questione, che «il rendiconto rappresenta le risultanze della contabilità regolarmente tenuta». Allora i vertici di partito avevano possibilità di verificare che i 90 bonifici destinati alla TTT s.r.l. sarebbero potuti risultare, quanto meno, strani.

Le scatole cinesi per nascondere il denaro

Lo spostamento dei fondi avveniva secondo il gioco delle scatole cinesi. La società TTT s.r.l., controllata dalla canadese Luigia Ltd con sede a Toronto, ha avuto l’incarico di fare consulenze per la Margherita per molti anni. La società riceveva i soldi direttamente dalle casse del partito, di cui Lusi aveva potere di firma. Tali somme sono state utilizzate per l’acquisto di vari immobili: un milione e 800 per la casa in via Monserrato, al centro di Roma, due milioni per la villa del ’600 a Genzano, sita in zona Castelli, tre milioni per la ristrutturazione della villa. 5 milioni di euro corrispondono alle tasse e la restante parte sarebbe stata rintracciata della Guardia di Finanza in una lunga serie di bonifici verso Lusi, il suo studio e la moglie in Canada.

La linea difensiva di Lusi

Lusi ha proposto ai magistrati il patteggiamento proponendo un anno di pena, ma ha visto respinta la sua mozione definita incongrua. Mentre, per quanto riguarda la parte contabile, si è detto disposto alla restituzione immediata di 5 milioni e avrebbe già consegnato una fidejussione attualmente al vaglio dei vertici della Margherita.

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Luca Bresciani