I gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl denunciano: “Mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo” e sollecitano il Parlamento a varare una vera riforma. Figisc e Anisa prendono le distanze: “Ma resta la mobilitazione”.

Roma, 24 Gennaio – Lo sciopero degli impianti di distribuzione carburanti, della durata di 10 giorni, indetto dai gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl, è stato confermato.

In una nota i gestori denunciano: “La categoria, pur manifestando il massimo rispetto per i motivi che spingono altri lavoratori e altre categorie a scelte differenti, intende attuare la propria protesta con ragionevolezza, ricercando la possibilità concreta che, prima della conversione in legge del provvedimento, possano essere accolte le giuste modifiche e a beneficiarne siano prima di tutto i cittadini”.

Per questo motivo, si legge nella nota, Faib e Fegica, confermando lo sciopero, “decidendo di articolare la pianificazione della chiusura degli impianti anche in funzione delle modifiche che il Parlamento intenderà apportare durante l’iter di conversione in legge del decreto ancora non pubblicato”.

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I gestori contestano la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sollecitano il Parlamento a varare una vera riforma per rendere libero il settore dal “controllo assoluto dei monopolisti petroliferi” e consentire così prezzi dei carburanti più bassi e competitivi su tutta la rete distributiva.

In una nota i rappresentanti Faib e Fegica attestano che le intenzioni del Governo si sono rivelate false di fronte alla “potente lobby dei petrolieri cui, nei fatti, è persino concesso di regolare i conti con un’intera categoria di lavoratori che ha osato mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione”.

Secondo i gestori, Il decreto del Governo non liberalizza il settore dei carburanti e neppure conferma i vincoli che bloccano forniture e prezzi, ma al contrario permette alle compagnie petrolifere di “saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno”.

Figisc e Anisa prendono invece le distanze. Questa mattina hanno deciso di sospendere lo sciopero nazionale. Per voce di Luca Squeri, Presidente nazionale della Figisc, federazione che riunisce i benzinai della rete ordinaria, e Stefano Cantarelli, Presidente nazionale dell’Anisa, che associa i gestori delle aree di servizio autostradali, (entrambe aderenti a Confcommercio), fanno sapere che però resta la mobilitazione “perché nelle pieghe del decreto delle liberalizzazioni, al di fuori del contesto delle misure per il settore, è emerso un fatto estremamente negativo sulla gratuità delle carte di pagamento”.

Figisc e Anisa affermano che “il sistema bancario ha ottenuto, all’ultimo momento, la complicità del Governo nello scippo della gratuità delle carte di pagamento per consumatori e operatori, azzerando così una norma importantissima che l’allora Ministro Romani inserì nella legge 183/2011, che è entrata in vigore dal 1 gennaio 2012 e che pure era stata confermata nel decreto ‘Salva Italia”.

Per Squeri e Cantarelli rimangono diversi punti da chiarire, come ad esempio il funzionamento del “self prepay senza assistenza del Gestore al di fuori dei centri abitati”.

Sui contenuti del decreto sulle liberalizzazioni che riguardano il settore carburanti, affermano che “è prevalso alla fine il buon senso di evitare quelle misure che avrebbero ottenuto, senza alcun positivo riflesso sui prezzi al consumo, solo il risultato di far espellere i Gestori dalla rete alla scadenza dei contratti”.

Sabrina Brandone