BOLOGNA, 23 GENNAIO – Una mattina d’inferno con strade e autostrade bloccate da nord a sud. La protesta porta la firma dell’ormai famoso “Movimento dei Forconi”. Ma chi sono gli autotrasportatori che oggi hanno mandato in tilt l’Italia?

Paolo Uggè, presidente della Federazione Autotrasporti, prova a dare una risposta al giallo. “Dietro la protesta dei forconi si potrebbe celare un disegno ordito da alcuni esponenti della politica siciliana, in prima fila tra i blocchi presenti sulle strade dell’isola per esortare i manifestanti a continuare nei loro sit-in. Una delle principali richieste dei manifestanti riguarda il gasolio professionale concesso agli agricoltori e pescatori, ma vietato agli autotrasportori. Gli autotrasportatori che sono in colonna sono probabilmente gente che vuole circolare, perché gran parte delle richieste presentate sono state già affrontate e risolte dal governo nel decreto legge di venerdì e nel decreto legge che verrà prodotto nei prossimi giorni.

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“La gente si dovrebbe domandare qual è il vero obiettivo di questo movimento”, continua il sindacalista. Tra i sostenitori dei Forconi troviamo “Forza d’urto”, la componente sicuramente più politicizzata del movimento legata a Forza Nuova.
“Noi riteniamo che si usi la forza dell’autotrasporto per ottenere obiettivi politici, magari con la collaborazione di un partito politico nuovo che abbia una connotazione regionale”, prosegue Uggè. “Noi crediamo che la strumentalizzazione di una categoria come quella degli autotrasportatori sia un fatto grave, perché in un momento di difficoltà così grave hanno ricevuto 400 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 300 che ricevono in modo strutturale dallo Stato. Hanno ottenuto il mantenimento dei costi della sicurezza. E’ stato sottoscritto il decreto per i controlli della sicurezza. Sarà rivisto il calendario dei divieti di circolazione. Sarà emanato il provvidemento per l’accesso alla professione”, ha concluso il presidente della Federazione Autotrasporti ai microfoni di Tgcom24.

Redazione