ROMA, 18 GENNAIO- Non accenna a placarsi, anzi è pronta ad inasprirsi, la protesta dei tassisti che hanno chiuso la Capitale in una morsa di disagio, esprimendo il loro dissenso contro le nuove liberalizzazioni programmate dal governo Monti che andrebbero a colpire direttamente la categoria.

Sono migliaia, hanno raggiunto la Capitale da tutta la penisola, sono più che determinati a fare si che il governo ascolti le loro voci, tanto che si è assistito anche ad alcuni scontri diretti fra tassisti romani che non hanno rinunciato a lavorare ed alcuni colleghi partenopei, che lasciate le mogli a manifestare nel capoluogo campano, sono saliti nell’Urbe a protestare, arrivando persino alle vie di fatto con i colleghi “traditori”.

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“Una licenza, un proprietario, un turno, un territorio”, lo slogan di questi giorni, che ha continuato a risuonare in risposta al Governo che proponeva una linea più morbida, simile a quella già ventilata da Bersani, in cui viene delegata ai Comuni il potere di incrementare il numero delle licenze. un rifiuto netto e irremovibile quindi al cumulo delle licenze ed all’uscita dalla territorialità, rifiuto che ha fatto naufragare l’incontro di ieri sera con l’esecutivo, aggiornato ad oggi pomeriggio, mentre rimane il presidio in Circo Massimo.

Continuano ovviamente anche le manifestazioni in tutta Roma, con il blocco anche coatto della circolazione delle auto bianche, cortei e striscioni a via del Corso, in cui si arriva anche al lancio di petardi e fumogeni; sembra che mai come oggi la categoria sia stata unita insomma.

Intanto sembra possibile che il decreto sulle liberalizzazioni subisca altre modifiche: Bancoposta non sarà scorporata da Poste Italiane ed in generale sembra che si apra uno spiraglio a che le riforme seguano una via più morbida.

Matteo Borile