ROMA, 12 GENNAIO – Oggi l’aula di Montecitorio la Camera ha respinto la richiesta di arresto del coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino. “Contro di me è stata fatta una forzatura enorme. Sono accusato solo da una parte che non mi ha nemmeno voluto interrogare per molto tempo. Vorrei essere giudicato almeno in primo grado prima di andare in carcere”, ha dichiarato il deputato campano.

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Mezzogiorno di fuoco. Il centrodestra aveva esposte la sua linea: “Se verrà chiesto il voto segreto com’è quasi certo che sia, potrebbe succedere di tutto, anche che si salvi… “. Le voci che circolavano a Montecitorio ipotizzavano un voto segret”, dal quale sarebbero potute scaturire o derivarne diverse dinamiche: “E’ vero che alcuni dell’area Berlusconi potrebbero dire sì all’arresto, magari per ragioni personali, ma altri, come nell’Udc o nel Pd, potrebbero tentare di graziarlo”.
Nel centrodestra si vociferava, malignamente, che “Se va in carcere, lui di cose potrebbe raccontarne a volontà.”. “Sono tutte fantasie costruite da certa stampa. In un comune piccolo ci sono parentele tra tutti. Ma io non ho alcuna parentela diretta con nessuno. Sono sempre stato all’opposizione e non ho mai potuto favorire interessi criminali“, ha replicato Cosentino.
La Lega Nord ieri sera è intervenuta con il suo leader, Umberto Bossi, dichiarando che la Lega voterà a favore dell’arresto, ma comunque lascerà libera i suoi deputati alla “libertà di coscienza” perché “dalle carte che riguardano Cosentino non esce nulla”, ha detto Bossi.

La svolta. 309 sì, 298 no: Cosentino viene graziato dalla Camera. Appena letto il risultato inaspettato tutti i deputati del PdL si sono avvicinati a Cosentino per abbracciarlo e congratularsi con lui. Lungo abbraccio con il collega Alfonso Papa. Berlusconi è rimasto invece al suo posto, pur esprimendo soddisfazione con Cicchitto e Alfano.

Sabrina Brandone