ROMA, 29 NOVEMBRE – La nomina dei sottosegretari si è conclusa con due sorprese: il consigliere di Stato Filippo Patroni Griffi è il nuovo ministro della Funzione pubblica (la poltrona di Brunetta finora era rimasta vuota). In mattinata Monti era salito al Quirinale per fare con Napolitano anche il punto sulle prossime mosse del governo in vista della sua nuova trasferta europea.

Oggi e domani “il Professore”, nella sua veste di ministro dell’Economia, parteciperà al vertice dell’Eurogruppo e dell’Ecofin.

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In attesa della prova definitiva della riunione dei capi di Stato e di governo del 9, si dovrà affrontare la difficile partita del fondo salva Stati, ma è evidente che il fascicolo Italia sarà ampiamente discusso. Anche perchè alla Commissione europea verrà presentato il primo rapporto sul nostro Paese redatto dal responsabile degli affari economici Olli Rehn. Gli ispettori Ue torneranno a Roma per continuare a monitorare la situazione, ma intanto il primo report (aggiornato dopo gli incontri con Monti e i ministri Passera e Fornero) conterrà un giudizio «ampiamente positivo» sulla strategia adottata da Monti. Il portavoce di Rehn ieri ha ribadito che Bruxelles «è molto incoraggiata» dalle indicazioni fornite dal governo. Prima del vertice fra i 17 ministri delle finanze Monti incontrerà il presidente Jean-Claude Junker e il ministro francese Francois Baroin. A tutti ribadirà che l’impegno del pareggio di bilancio nel 2013 è confermato, ma anche che vuole contribuire a trovare la soluzione per salvare Eurolandia. Si racconta di un Monti estremamente preoccupato. D’altra parte il premier, pur non avendo mai nascosto che la situazione sia «molto difficile», teme che in pochi percepiscano i rischi reali cui stiamo andando incontro.

A Bruxelles illustrerà gli obiettivi dei provvedimenti che verranno presi con decreti dal Consiglio dei ministri del 5 dicembre. Fornirà qualche dattaglio e gli obiettivi dell’azione che il governo vuole svolgere ma «non porterà la lista dei provvedimenti». Provvedimenti improntati a crescita ed equità, nel rispetto dei vincoli europei sul deficit. Con la speranza che oggi venga dato il via libera a una correzione dei conti pubblici più leggera, che non tenga cioè conto della pessima congiuntura che sta segando la nostra crescita. Ottenere uno “sconto” farebbe una bella differenza: l’aggiustamento passerebbe da 20-25 miliardi a 13-14. Imperativo di queste ore è calibrare con attenzione tutti i dossier.

Chiara Arnone