ROMA, 22 NOVEMBRE Primo Consiglio dei ministri per il governo guidato da Mario Monti. Il primo provvedimento a essere valutato dal nuovo esecutivo riguarderà Roma Capitale. Si tratta del secondo decreto che stabilisce i poteri che dovrà prendere il nuovo ente e il nuovo status della Capitale: il provvedimento era in scadenza proprio domani e quindi la decisione del Consiglio dei Ministri servirà per dare effettivi poteri di governo a Roma Capitale.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno commenta così: “E’ significativo che oggi, nell’ultimo giorno utile, il Consiglio dei Ministri del nuovo governo tecnico metta le ali alla riforma di Roma Capitale. Dopo trenta anni di attesa, finalmente si stanno sbloccando tutti i passaggi legislativi necessari a dare una governance più adeguata alla nostra città, al pari delle altre capitali europee”.

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Ma a poche ore dalla conclusione del Cdm sono sorte le polemiche da parte di entrambi gli schieramenti, con la Lega che ha chiesto all’esecutivo di concentrarsi sul federalismo fiscale e non partire da Roma Capitale, ma anche da Pd e La Destra di Storace soprattutto, che accusano di utilizzare questo secondo decreto su Roma Capitale per aumentare i posti dei consiglieri comunali.

Il Professore intanto si prepara alla missione europea, Per che lui stesso avrebbe ribattezzato “operazione affidabilità”, giacché l’obiettivo principe è consolidare il legame con Bruxelles, Berlino e Parigi e tornare a sedersi a quei tavoli da Paese fondatore. Quando incontrerà i suoi partner comunitari, Monti dovrà rassicurarli sulla volontà e capacità del suo governo di mantenere gli impegni presi. Sul tavolo dell’incontro il neo premier inviterà a riflettere sul fatto che nessun Paese, compreso l’Italia, può risolvere da solo i problemi dell’euro, invitando quindi a studiare interventi “strutturali a livello europeo”.

Sabrina Brandone