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MILANO, 16 NOVEMBRE – Presentata oggi la squadra di Mario Monti con alcune, grandi sorprese. Prima di tutto ridotto il numero dei ministeri: solamente 17 nell’era Monti, mentre il precedente governo Berlusconi ne aveva ben 23.

Un netto taglio di 6 ministeri, davvero non pochi. Tra questi ministeri dodici saranno con portafoglio, tra cui il Ministero dell’Economia su cui Monti ha l’interim, mentre i restanti cinque saranno senza.

Forte la presenza delle donne, a cui vengono affidati tre dicasteri importanti e cruciali: Giustizia, Lavoro e Interno.

Un governo totalmente diverso quello presentato da Monti, che vede la presenza di sette professori, cinque dottori generici, un avvocato e un professore-avvocato, contrariamente alle starlette presenti in Parlamento con l’ex governo Berlusconi.

Nel settore Sviluppo spicca il nome di un banchiere, un ambasciatore è stato designato per gli Esteri, un ammiraglio alla Difesa, un prefetto al settore Interno ed un giurista esperto nell’ambito sanità. Nessun nome proveniente dal mondo della politica, ma personalità riconosciute nell’ambito universitario e lavorativo.

Ci troviamo sicuramente di fronte ad un governo della terza età, con ben 8 ministri che hanno già i requisiti per poter far domanda per un’ipotetica pensione di anzianità. Su tutti spicca Piero Giarda, che compierà 75 anni a Dicembre, mentre il più giovane è il professore Renato Balduzzi di 56 anni.

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Facendo due calcoli l’età media del governo Monti si ferma a 63 anni, mentre l’esecutivo di Berlusconi era a quota 52 anni.

La squadra di Monti è stata presentata oggi durante una conferenza stampa, in cui il nuovo Presidente del Consiglio ha presentato i vari Ministri, rispondendo anche alle domande dei giornalisti. Proprio il professore Mario Monti ha deciso di introdurre un nuovo ministero: quello per la cooperazione internazionale e per l’integrazione e sempre lui ha deciso di unire lo Sviluppo e le Infrastrutture in un unico Ministero affidato a Corrado Passera. Il Ministero del Lavoro e Pari Opportunità, prima affidato a Sacconi e Carfagna, è stato dato al solo Fornero.

Sono, invece, scomparsi i ministri per l’Attuazione del programma di Governo, che era affidato a Rotondi, quello della Pubblica Amministrazione di Brunetta, Gioventù della Meloni e i due ministeri importantissimi per la Lega: Riforme per il Federalismo affidato a Bossi e Semplificazione Normativa di Calderoli. Ritorna invece il Ministero allo Sport unito a quello col turismo con Gnudi, mentre scompare anche il Ministro per la Famiglia. Un governo composto da gente di spessore e impegnate nei settori di riferimento di cui saranno titolari.

Tra le donne segnaliamo Paola Severino nuovo ministro della Giustizia e per la prima volta nella storia dela Repubblica è una donna Guardasigilli. La Severino è napoletana ed è avvocato penalista, ma non solo. Ha rivestito anche il ruolo di consulente di società, banche ed associazioni di categoria e al momento è anche vice Rettore della Luiss. Inoltre ha nel suo curriculum già una collaborazione nello staff di Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia nel governo Prodi e un importante premio ricevuto nel 2009 per il delicatissimo tema “ Donne per una giustizia giusta“. Arrivano anche le prime dichiarazioni da parte dei nuovi ministri, tra cui quella di Riccardi, a cui spetta il ministero della Cooperazione internazionale e integrazione, che ha commentato con uno “speriamo” ai vari giornalisti che gli hanno domandato se sia tutto pronto per un nuovo percorso politico. Dalle onde di Radio 24 arrivano, invece, le parole di Profumo, nuovo ministro dell’Istruzione, che commenta così: “Sono felice. Ascolterò gli studenti, i ricercatori per capire quali sono i loro desideri, le loro incertezze e difficoltà. E’ un impegno molto interessante, molto difficile e complicato“.

L’era post Berlusconi è iniziata….

Emanuele Ambrosio