BOLOGNA, 22 OTTOBRE – La rivoluzionaria decisione dell’assessore Amelia Frascaroli di inserire nella Consulta per la Famiglia di Bologna, anche due associazioni gay, continua a spaccare in due il mondo della politica.

Polemiche al vetriolo tra maggioranza e opposizione si sono registrate ieri nel corso dell’infuocata seduta di Consiglio Comunale a Palazzo D’Accursio,

Le Acli hanno minacciato di abbandonare la Consulta se fossero entrate le due associazioni, il Pd è spaccato in due tra laici e cattolici, ma l’assessore al welfare, ideatrice di tutta l’operazione, resta ferma nella sua posizione spiegando che il modello di famiglia si è evoluto nel tempo.

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Sull’apertura al mondo gay interviene anche il segretario bolognese del Pd Raffaele Donini, che parla di un inutile disputa ideologica sulla famiglia. Disputa che però sta facendo discutere, e pesantemente, all’interno del direttivo del Partito Democratico. Il correntone cattolico ha subito preso le debite distanze dalla Frascaroli.

Sul tema è intervenuta pesantemente Maria Cristina Marra, coordinatore provinciale dell’Udc. “Considero gravissimo il comportamento dell’Ass. Frascaroli che spinge inopportunamente sull’inserimento di nuove associazioni nella Consulta, senza che questo rientri nella sua competenza“. La Marra conclude con una saetta velenosa, asserendo che “tale scelta conferma la più totale ignoranza istituzionale o la volontà di piegare statuto e regolamenti a soluzioni preferite; ciò, conclude, è sintimo di grave carenza politico istituzionale“.

Redazione Online