ROMA, 8 OTTOBRE – “Sul Web dovremmo essere in grado non solo di trovare ogni tipo di documento, ma anche di crearne, e facilmente. Non solo di seguire i link, ma di crearli, tra ogni genere di media. Non solo di interagire con gli altri, ma di creare con gli altri. L’intercreatività vuol dire fare insieme cose o risolvere insieme problemi.”

Secondo Tim Berners-Lee, co-inventore del world wide web, il web nasce come spazio libero e interattivo. È il concetto che la versione italiana di Wikipedia, applicato al suo caso particolare, ha cercato di diffondere e ribadire durante l’autosospensione del servizio avvenuta il 4, 5 e 6 ottobre 2011. Gli utenti hanno protestato in nome di un principio generale che dovrebbe regnare universalmente su internet e che oggi in Italia viene minacciato dalla cosiddetta Legge Bavaglio. Non a caso, alla protesta hanno aderito anche la rete blog e i social network.

La recente mobilitazione massiccia del popolo del web in favore della libertà di informazione e di critica ha infine raggiunto l’ obiettivo di cancellare la norma inizialmente proposta nel Ddl Intercettazioni. A seguito della mancata concessione della fiducia da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il governo sembra fare un passo indietro per allentare la tensione e con un emendamento al disegno di legge esclude siti e blog. Unicamente per le testate online rimane l’obbligo di rettifica entro due giorni dalla pubblicazione dei contenuti su richiesta di chi se ne sente offeso. Per quanto riguarda i siti dei privati cittadini, rimangono quindi sottoposti alle norme già indicate dalla legge, ad esempio per la diffamazione.

Giulia Taurino