ROMA, 5 OTTOBRE Carcere fino a tre anni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni “irrilevanti” e il divieto di pubblicarle fino all'”udienza filtro”. Sono questi gli emendamenti approvati dalla commissione Giustizia della Camera che stanno infiammando le polemiche, in primis del suo presidente, Giulia Bongiorno, che si è dimessa da relatrice del ddl Intercettazioni. Dopo una giornata di passione, invece, si è trovata un’intesa sulla norma ammazza-blog: avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo i siti registrati come testate giornalistiche.

“Non mi riconosco in questo testo e trovo inaccettabile che sia bastato uno schioccar di dita del premier per mandare in fumo due anni e mezzo di lavoro per cercare un accordo”, ha detto la Bongiorno che chiedeva di restare fermi al testo di un anno fa che, grazie alla sua mediazione rendeva possibile la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni fino all’udienza-filtro.

Durissime le reazioni. Il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini, parla di “attentato alla libertà di stampa”. “È scandaloso – attacca il segretario del Pd Bersani – che noi siamo qui a parlare di intercettazioni. E’ un governo che pensa solo agli affari suoi”. Per Massimo Donadi dell’Idv, “la legge bavaglio è un’offesa ai cittadini che chiedono misure concrete contro la crisi economica e non bavagli all’informazione”. Più “centrista” e guardinga la posizione di Casini: “Se si vuole impedire l’obbrobrio di dialoghi che nulla hanno a che fare con le indagini, la votiamo, se invece si vuole fare una legge che punta a censurare la stampa o a vendicarsi con i giudici, non vogliamo essere complici”.

VIDEONEWS – Fonte IlFattoquotidiano.it

Noemi La Barbera