BOLOGNA, 5 OTTOBRE – I contenuti di Wikipedia, l’enciclopedia libera, sono stati temporaneamente oscurati: una lettera informa gli utenti della minaccia rappresentata dal comma 29 del DDL intercettazioni.
Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia, spiega che la decisione di lanciare la protesta è partita spontaneamente dai wikipediani con una votazione pubblica.

Il caso, unico al mondo, ha ricevuto il sostegno dell’associazione americana Wikimedia Foundation e sta coinvolgendo il resto del web: il gruppo di facebook “Rivogliamo Wikiepdia, no alla legge bavaglio” viaggia verso le 200 mila adesioni in poche ore, la petizione della comunità online Avaaz ha raccolto più di 400 mila firme e su Agorà digitale si riaccende il dibattito contro l’ammazza-blog.

Tra i sostenitori compare Vincenzo Vita, senatore del Pd e uno dei principali esponenti dell’opposizione per quanto riguarda internet, che allerta a non sottovalutare il comma 29 come atto di ignoranza: “C’è una vera e propria cultura nel voler bloccare la rete, presente anche in Francia con la legge Hadopi”.

Al contrario, quotidiani come “Il Tempo” e “Il Giornale” si mostrano scettici sulla validità della protesta.
“In ogni caso la decisione dei wikipediani non è a favore o contro un partito o un governo”, sottolinea Codogno, “nella nostra comunità ci sono persone di destra e di sinistra, e ogni voce è sempre frutto di un dibattito interno che tiene conto delle posizioni di tutti”.

Ancora una volta, l’informazione di Wikipedia avviene secondo i suoi principi fondamentali: neutralità, libertà e verificabilità dei contenuti.

Giulia Taurino