BOLOGNA, 3 OTTOBRE I cittadini italiani sono alle prese con il 15° censimento della popolazione e delle abitazioni.

A poco meno di una settimana dal 9 ottobre, data prevista per l’avvio alla compilazione del questionario, dilagano le polemiche per la mancata informazione, soprattutto da parte dei Comuni, e per la complessità del testo da compilare. Sono, infatti, tantissime le richieste di chiarezza da parte dei cittadini alle associazioni di consumatori: il testo risulta troppo complicato e sono in aumento le richieste di aiuto nella compilazione delle 84 domande.

Il questionario è complesso, scritto in caratteri eccessivamente piccoli e non facilmente compilabile, in particolare per gli italiani di cultura medio bassa e per gli stranieri- dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – inoltre, vi è stata scarsa informazione ai cittadini sul censimento, soprattutto in merito agli obblighi nel rispondere e alle norme a tutela della privacy. Avvertiamo poi la lacunosità di alcune informazioni essenziali. Nel questionario vi sono domande che rimandano a situazioni facilmente conoscibili dall’Istat e dalla Pubblica Amministrazione senza il bisogno di un censimento, in particolare su energia, automobili e telefonini. Ma vengono ignorate problematiche attuali come la gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, gli sprechi, le difficoltà legate al pagamento di mutui e affitti, l’utilizzo di strutture sanitarie e l’assistenza domiciliare a casa“.

Secondo i consumatori sono mancate anche le dovute informazioni sul rispetto della privacy e sui modi d’invio dei questionari che, una volta compilati, dovranno essere spediti via internet o portati a mano negli uffici nominati: “Stimiamo che solo il 20% degli italiani utilizzerà internet – assicura l’Adoc – il rimanente 80% consegnerà a mano il plico cartaceo. Senza sapere che fine faranno le informazioni scritte”.

A difesa della stesura del testo interviene Giuseppe Stassi, dirigente del servizio censimenti dell’Istat che consiglia “agli utenti di leggere il censimento due volte: se ad una prima lettura si hanno delle difficoltà, alla seconda tutto sembrerà più semplice” e  aggiunge  “che l’Istat si occupa spesso di indagini relative a campi di ricerca come rifiuti e sanità, ma Il censimento è una cosa diversa”, di conseguenza molto più articolata. Inoltre assicura il rispetto totale della norma sulla privacy e informa i cittadini che sul sito dell’Istat è possibile rispondere alle domande e inviare il questionario online, utilizzando la password presente sul plico di carta.

Il censimento, ricorda l’ISTAT, è un dovere di tutti i cittadini e rispondere al questionario è obbligatorio. Nel caso in cui il cittadino rifiutasse la compilazione, andrebbe incontro a delle sanzioni: dai 200 ai 2000 euro per tutti coloro che si rifiuteranno di compilare l’intero modulo o solo alcune parti, o per chi dovesse dichiarare il falso.

La raccolta dei plichi consegnati alle famiglie parte il 9 ottobre e termina il 20 novembre. I rilevatori dell’Istat lavoreranno sul campo per trovare coloro che, per motivi diversi, non hanno inviato il questionario. Una volta verificate le responsabilità del mancato invio, partiranno le sanzioni.

Sabrina Brandone