MILANO, 7 MAGGIO – La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti con l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione. I tre indagati avrebbero indotto alla prostituzione 33 ragazze, tra le quali Ruby, portandole nella favolosa villa di Arcore del premier Berlusconi in cambio di gioielli e fiumi di euro.

Il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ha inoltre fornito delucidazioni riguardo la questione del numero di telefono sbagliato sollevata qualche giorno fa da Emilio Fede. Secondo l’opinione del direttore del Tg4 la sua posizione andrebbe rivista perché i pm gli avrebbero attribuito un’utenza riconducibile a Lele Mora.

«L’errore di trascrizione c’è stato ma solo in un documento di lavoro ad uso interno – ha commentato Bruti Liberati -, gli atti dell’inchiesta depositati sono sempre stati giusti».

Secca e pungente la replica di Emilio Fede: «La richiesta era scontata e  tutto è logico – afferma il Direttore -: sono otto, nove mesi che la procura di Milano si occupa  delle cene di Arcore, non poteva mentire se stessa».

Ermetica la consigliera regionale Nicole Minetti : «Era un atto che mi aspettavo: niente sorprese, resto tranquilla».

Redazione