Camera dei Deputati

ROMA, 10 GIU. – Il Senato della Repubblica Italiana da il via libera al ddl sulle intercettazioni. La decisione era scontata dopo che il governo aveva deciso di porre la fiducia. Fiducia che provoca le dure proteste dell’opposizione. Ovviamente, in quest’ultima non includiamo il partito capeggiato dalla “bandieruola” Casini.

Il Pd esce dall’aula al momento della votazione. I senatori dell’Idv hanno invece occupato a lungo i banchi del governo. Il presidente Renato Schifani alla fine conterà 164 sì, 25 no. Esulta la maggioranza che, per bocca del capogruppo Maurizio Gasparri, si dice “orgogliosa” di questa legge. Noi ci permettiamo di essere orgogliosi del fatto che Gasparri sia orgoglioso di questa legge.

Già dalla prima mattinata si era capito che in aula sarebbe stata bagarre. I senatori dell’Italia dei Valori, dopo aver passato la notte a Palazzo Madama, salgono sulle barricate e occupano, tricolore nel taschino della giacca, i banchi del governo. “Siamo disposti a fare di tutto per impedire questa schifezza” tuona Felice Belisario. Poi tocca a Di Pietro che grida alla “resistenza permanente” e si appella al capo dello Stato “perché difenda la Costituzione“. Fuori, invece, cresce la mobilitazione del Popolo Viola.

Sono le 11 quando, dopo essere stati richiamati per tre volte dal presidente Renato Schifani, i senatori Idv vengono espulsi dall’aula. Seguono alcuni interventi. Il clima è infuocato e si infiamma ancora di più quando a parlare è Anna Finocchiaro.

Oggi è avvenuto “il massacro della libertà”, dice la Finocchiaro. Aggiungendo: “Il Pd non parteciperà al voto. Questa legge non tutela la privacy dei soggetti ma i criminali, uccide la libertà di informazione e limita i mezzi a disposizione degli investigatori per individuare e punire i colpevoli”. Chiude tra gli applausi dei suoi, la Finocchiaro. Che, con un cenno della mano, fa uscire tutti i senatori democratici. Insieme incontreranno una delegazione della Fnsi e del popolo viola.

L’abbandono dell’aula fa dire a Maurizio Gasparri: “Non siete democratici”. “La sinistra in italia non cambia mai” rincara il ministro per i beni culturali, Sandro Bondi. Ed è ancora Gasparri a difendere una legge fortemente voluta dal premier: “Siamo orgogliosi di votarla dopo aver applicato al suo interno quella democrazia che voi ignorate e calpestate”.

Sorge spontanea la domanda: Gasparri e Bondi sono le stesse persone che da più di un decennio sostengono un Presidente del consiglio che calpesta i valori costituzionali e che, giusto ieri, ha dichiarato che governare seguendo la costituzione è un inferno?

Intanto, Di Pietro annuncia un referendum abrogativo.

Il provvedimento dovrà ora tornare alla camera per la sua terza lettura, dove Berlusconi ha affermato che non potrà più essere modificato.

Ci chiediamo dove sia quel presidente che qualche settimana fa si è esibito davanti alle telecamere mettendo in atto un show mediatico dal dubbio gusto?

Presidente Fini, a cosa serve il parlamento se non a migliorare eventualmente i disegni di legge?

Oggi, abbiamo la conferma più che mai di quello che sapevamo già.

Fini, si vende per un piatto di lenticchie. L’opposizione è tramortita e non riesce a sfruttare le malefatte del governo per far crescere il proprio consenso presso la società civile. Infine, siamo governati da un uomo che finalmente ci ha fatto comprendere il significato di quelle parole pronunciate da Veronica Lario: “Ha bisogno di aiuto”.

Purtroppo, aggiungiamo, che quelli che hanno più bisogno di aiuto sono i cittadini italiani. Hanno bisogno di una classe dirigente, che attualmente non esiste, che li guidi fuori da un quasi ventennio distruttivo da tutti i punti vista.

Simone Luca Reale