BOLOGNA, 31 MAGGIO – Il presidente della Camera Gianfranco Fini, insieme al presidente del senato Schifani, sono stati i volti del progetto “Lezioni di costituzione: dalle aule parlamentari, alle aule di scuola”, un innovativo programma dedicato ai giovani, che punta ad accorciare la sempre più profonda, recente distanza tra lo studente e la politica.

«Oggi non c’è una dittatura che ci minaccia, ma ci sono altre insidie. La Costituzione contiene comunque gli antidoti per combattere questi rischi», Fini punta a fornire ai ragazzi dell’ultimo anno di liceo che assistono al suo discorso dall’aula di Montecitorio, un’immagine più fresca e dinamica della politica di oggi, a farsi portatore del messaggio secondo cui ognuno di noi è coinvolto in prima persona nell’azione politica, e ha il diritto e il dovere di conoscerla fino in fondo, per poter rivolgersi ad essa non come spettatore, ma con l’occhio critico e costruttivo di chi sa come leggere il problema, e sa impegnarsi per far sì che venga risolto.

Bisogna guardare alla Costituizione “non come un testo sacro, o un totem polveroso e intoccabile, ma come un codice aperto di convivenza civile che tutti possiamo e dobbiamo migliorare”.

Ambizioso lo sforzo nell’esortare i giovani a una maggiore partecipazione politica, accentuato dalle scuole di tutta Italia che hanno proposto agli studenti di realizzare una tesi sul valore della Costituzione. I lavori sono stati poi sottoposti all’attenzione di Gianfranco Fini per essere scelti e premiati durante l’incontro di questa mattina.

Quasi a voler sottintendere che la vera minaccia di oggi è rappresentata dalla grande indifferenza e dal disimpegno che le generazioni in erba vivono nei confronti della politica, perché “non c’è nessuna dittatura, ma ci sono numerose insidie a cui far fronte, e la Costituzione contiene tutti gli antidoti per combattere questi rischi”.

“Come i classici della letteratura, che non finiscono mai di dirci quello che vogliono dire”, ha detto Fini, citando Calvino, “la nostra Costituzione è sempre viva e attualissima e risponde a tanti interrogativi del nostro tempo”.

È seguito l’ammonimento ai “ventenni in famiglia”, quel fascio grigio di giovani in balia della disoccupazione e delle difficoltà sociali ed economiche di quest’epoca, quel pezzetto di generazione rassegnato alla mancanza d’opportunità. Non è sicuramente questo il modo giusto per affrontare la crisi, ma poco ci rincuorano in realtà, le parole di Fini, secondo cui “il nostro è un paese con un passato difficile e stiamo vivendo un momento pieno di incognite, ma grazie alla costituzione valori importanti per superare tutto questo si sono radicati”.

Ci vorrà ben altro che la Costituzione a risollevare le coscienze di questa generazione.

Fabiana Palano