La Camera dei Deputati

BOLOGNA, 28 MAG. Che la classe politica italiana benefici di agevolazioni degne dell’Impero Romano al massimo del suo splendore è cosa nota.Ma le spese affrontate dallo Stato italiano sfiorano cifre da capogiro: 2,5 miliardi l’anno solo per Camera e Quirinale, esclusi i due miliardi per consulenze e Commissari esterni, mentre Palazzo Chigi è passato dai 3,6 miliardi all’anno del 2006 ai 4,3 miliardi nel 2008.

Con un parlamentare ogni 60.000 abitanti, per un totale di 951, la nostra classe dirigente detiene il primato degli onorevoli più pagati nel mondo occidentale: 16.400 euro netti al mese, circa il doppio di Gran Bretagna e Germania, dove i parlamentari sono, rispettivamente, uno ogni 92.000 e uno ogni 112.000 abitanti.

Lo stipendio medio del deputato italiano è aumentato di sei volte rispetto al 1948, raggiungendo la cifra record di 16.400 netti, ai quali vanno aggiunti ulteriori 9.000 euro mensili per spese “di servizio”: 7 milioni di euro all’anno per la ristorazione (alla quale viene effettuato un controllo di qualità di 126.000 euro), 292.000 euro per cartoncini e buste personalizzate, 307.000 euro per servizi fotografici, 51 milioni per uffici nelle vicinanze di Montecitorio, fino ad arrivare all’incredibile spesa di 21 miliardi di euro l’anno per le auto blu sparse in tutto il Paese.

Il numero delle auto di Palazzo è passato dal 198.596 del 2005 al 629.120, e nessun altro Paese regge il confronto con l’Italia: gli Stati Uniti contano un totale di 73.000 auto blu, 65.000 per la Francia, 55.000 in Gran Bretagna e 35.000 in Germania.

A proposito di questo, il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, sta effettuando in questi giorni un censimento, con l’intenzione di dimezzare la spesa sostenuta ogni anno per garantire questo privilegio ai nostri politici. Sbalorditivi anche i costi degli eventi mediatici del Governo Berlusconi, che ha speso in 17 mesi circa 5 milioni di euro, (fra i quali vanno considerati i 300.000 per l’evento tenutosi a L’Aquila il giorno della consegna dei prefabbricati ai terremotati, con i quali si sarebbero potute costruire altre cinque case) nemmeno paragonabili con i 150.000 spesi in 24 mesi dal precedente Governo. Vi è inoltre il dato riguardante i rimborsi ai partiti di entrambe le parti per le campagne elettorali, che arrivano a costarci 500 milioni di euro ogni legislatura, vale a dire circa 100 milioni l’anno.

Questi sono i dati e le cifre, a poche ore dalla presentazione della manovra finanziaria da 24 miliardi proposta dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che chiede agli italiani un ulteriore sacrificio, un “piccolo passo indietro per poter fare tutti un passo avanti”.

Diletta Sarzanini