ROMA, 7 MAGGIO – Dopo la lunga giornata di ieri che ha portato alle dimissioni di Claudio Scajola, pilastro fondante del governo Berlusconi, oggi il Pdl si trova ad affrontare un’altra grana (per usare un eufemismo). Denis Verdini è infatti indagato a Roma per corruzione.

L’uomo del “siamo più di un milione” è indagato dalla procura di Roma per corruzione nell’ambito dell’inchiesta riguardante un presunto comitato d’affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull’eolico in Sardegna.

Gli investigatori alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali intendono accertare la provenienza e la destinazione ieri, hanno anche perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini che si dice “estraneo alle accuse” e dichiara: “non mi dimetto, non fa parte della mia mentalità e non ho nessuna necessità di farlo. Anemone? Non lo conosco. Complotto? Qualche sospetto viene”.

Gli accertamenti, iniziati nel 2008 nel quadro di un’indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia si sono concentrati su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori. Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l’affarista Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il direttore generale dell’Arpa della Sardegna Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi.

Intanto il gip Rosario Lupo ha stabilito che il processo per l’appalto della scuola marescialli dei carabinieri a Firenze , nell’ambito del filone toscano dell’inchiesta sui grandi eventi, si aprirà il 15 giugno.

Il gip accogliendo la richiesta di giudizio immediato avanzata dai pm fiorentini per Angelo Balducci, Fabio De Sanctis, Guido Cerruti e Francesco Maria De Vito Piscicelli, ha spiegato che tale richiesta era “insindacabile” perché presenti i tre elementi che rendono automatico il giudizio immediato: evidenza della prova, esistenza di uno stato cautelare e il fatto che i termini per presentare istanza al tribunale del riesame fossero interamente decorsi.

Sono state invece rigettate le richieste di arresti domiciliari presentate dalle difese di Balducci e De Sanctis, ed in conseguenza del giudizio immediato, slittano i termini delle custodie cautelari disposte nei confronti degli stessi che sarebbero dovuti uscire dal carcere domenica prossima, 9 maggio, data di scadenza dell’ordinanza di custodia cautelare per l’inchiesta sui grandi eventi eseguita il 10 febbraio scorso. Anche per Cerruti e Piscicelli che sono ai domiciliari rispettivamente dallo scorso 4 marzo e dagli inizi di maggio, slittano le custodie cautelari.

In questo filone del processo le posizioni di Denis Verdini e Riccardo Fusi, ex presidente della società di costruzioni Btp, sono state stralciate.

Secondo Sandro Bondi c’è “qualcosa di poco chiaro e di allarmante in questa nuova ondata di inchieste a carico di esponenti del nostro movimento politico”.

Per Silvio Berlusconi invece “c’è una congiura contro” il Pdl.

Il Presidente del Consiglio non dovrebbe però limitarsi a fare dichiarazioni del genere, dovrebbe invece fare nomi e cognomi, svelare chi sono coloro che muovono i fili di questa congiura a maggior ragione visto che un’eventualità simile non riguarda solo lui ma tutto il paese.

Intanto, Fini prende le distanze e intervistato da Sky, dichiara: “Non c’è nessuna congiura o accanimento dei giudici contro il governo, è un dovere di tutti tutelare il valore della legalità. Acceleriamo sul ddl anticorruzione”. Questa volta non è il Presidente della Camera a rimanere nell’angolino visto che anche il leader della Lega Bossi, si smarca dalla linea “difensiva” dettata dal Cavaliere, dichiarando: “Congiura? I magistrati fanno il loro lavoro”.

Insomma, oltre alle continue polemiche interne al Pdl che hanno reso il governo pressocchè immobile si sono aggiunte in questi ultimi giorni delle indagini che mettono a serio rischio la tenuta dell’esecutivo.

Secondo alcuni osservatori potremmo essere alla vigilia di una nuova tangentopoli, secondo altri tangentopoli già è stata superata e doppiata, solo che a differenza dei primi anni novanta il paese si trova in una sorta di torpore che fa si che non ci sia un’indignazione civica.

D’altronde, gli ultimi dati della Banca D’Italia indicano la corruzione in crescita del 229% solo nell’ultimo anno.

L’intreccio tra politica ed affari comporta un gravissimo danno per il paese e come al solito a farne le spese sono i cittadini onesti. Forse il governo invece che accelerare sulle intercettazioni farebbe meglio ad ascoltare le voci che provengono dalla sua stessa maggioranza e ad approvare in fretta il ddl anti-corruzione.

SimoneLucaReale

[ad#Juice 300 x 250]